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lunedì 20 maggio 2024
 
Cristiani perseguitati
 

«Oggi preghiamo tutti per l'Iraq»

03/08/2014  Mercoledì 6 agosto: la giornata promossa dal patriarca caldeo di Baghdad e dalla fondazione di diritto pontificio Aiuto alla Chiesa che soffre.

 Profughi cristiani scappati da Mosul trovano un rifugio provvisorio nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù a Telkaif. Foto Reuters.
Profughi cristiani scappati da Mosul trovano un rifugio provvisorio nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù a Telkaif. Foto Reuters.

Appuntamento mercoledì 6 agosto, festa della Trasfigurazione. Il patriarca caldeo di Baghdad,  Raphael Louis Sako, e la fondazione di diritto pontifico Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) hanno promosso una giornata di preghiera per la pace in Iraq.  «Con i cristiani iracheni – ha scritto il patriarca in un messaggio inviato ad Acs - mi unisco a quanti tenderanno le mani al Signore invocando la pace in Iraq. Uniamo i nostri cuori e le nostre voci davanti al Signore».


Come spiega il presidente esecutivo internazionale di Aiuto alla Chiesa che soffre, Johannes Heeremann, l’iniziativa è stata ispirata dall’appello pronunciato da Papa Francesco durante l’Angelus di domenica 20 luglio. «Le parole del Santo Padre – continua Heeremann – ci hanno indotto ad invitare alla preghiera i fedeli di tutte le religioni, in particolare le comunità musulmane altrettanto provate dalle violenze. Di fronte a tanta sofferenza, come quella cui assistiamo oggi in Iraq, dobbiamo unirci ai nostri fratelli che soffrono e mostrare loro che non li abbiamo abbandonati».

Il mese scorso Aiuto alla Chiesa che soffre ha donato 100 mila euro all’arcidiocesi caldea di Mosul per aiuti ai rifugiati, e sta continuando a raccogliere fondi per sostenere la Chiesa irachena. Come in altre occasioni la fondazione pontificia coniuga il supporto economico alla Chiesa perseguitata e sofferente nel mondo con la vicinanza nella preghiera. Recentemente Acs ha lanciato altre iniziative simili per la Chiesa e le popolazioni in difficoltà di Repubblica Democratica del Congo, Siria e Repubblica Centrafricana. «La fraternità e la solidarietà sono ciò di cui la nostra tormentata nazione ha bisogno in questo momento – afferma il patriarca Sako – Per migliaia di persone innocenti, la crisi che stiamo attraversando significa grande dolore, profonda sofferenza e inestimabili deprivazioni».

Il prelato iracheno pone l’accento sul giorno scelto per la preghiera per la pace: la festa della Trasfigurazione. «È il giorno della trasformazione dei cuori e delle menti nell’incontro con la luce di Dio che si sprigiona su tutta l’umanità. Possa la luce del Tabor, attraverso la nostra vicinanza, riempire di amore e speranza i cuori di coloro che soffrono. Possa il messaggio del Tabor, attraverso le nostre preghiere, ispirare i leader di questo paese affinché sacrifichino gli interessi personali in virtù del bene comune».

 
 
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