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martedì 05 luglio 2022
 
 

Premiati i paladini dei più deboli

10/10/2014  Diritto dei bambini a non lavorare. Diritto delle bambine a studiare. I premi Nobel per la pace, Kailash Satyarthi e Malala Yousafzai, combattono per i più piccoli e indifesi a rischio della vita, simbolo di coraggio e lungimiranza in mezzo agli oscurantismi

Un Nobel per la pace senza polemiche, questo del 2014. Non a politici che conoscono fin troppo l'arte ambigua del compromesso, ma a due figure luminose che sono già simboli e testimoni di una causa senza se e senza ma: quella a favore dei diritti delle bambine e dei bambini. Malala Yousafzai, pakistana, e Kailash Satyarthi, indiano, si sono già spesi moltissimo perché le bambine possano studiare e tutti i bambini non lavorare. Nella zona del mondo dalla quale provengono, così come in molte altre, si tratta di diritti per nulla scontati.

Malala, a 17 anni, è già nota a tutti. Nel 2012 ricevette un colpo di pistola alla tempia, su un autobus, da un killer talebano salito apposta per ucciderla. Già a 11 anni la bambina scriveva un blog anonimo per la Bbc per denunciare i soprusi dei talebani, e in particolare la loro distruzione delle scuole. Poi, articoli su di lei e premi in Pakistan e altrove l'avevano resa un simbolo troppo pericoloso di libertà. Nelle culture e nei regimi oscurantisti e oppressivi, la libertà del mondo femminile è il primo nemico da combattere, anche quando è rappresentata da bambine. D'altronde, i persecutori di Malala avevano visto giusto: la ragazzina possedeva apertura di spirito e tempra eccezionali.

Dopo essere stata operata a Londra e aver recuperato l'86% dell'attività nervosa, quest'adolescente senza paura ha utilizzato la notorietà conquistata suo malgrado per battersi con più risonanza per i piccoli e soprattutto per le bambine e il loro diritto allo studio. Tra i 125 milioni di bambini del mondo che non frequentano la scuola, il 70% sono femmine. Come ha detto la stessa Malala: "In classe si scopre il mondo... si scoprono il rispetto, l'amicizia, la tolleranza. E' il solo modo di lottare contro l'oscurantismo". Già. Gli oscurantisti lo sanno, che la libertà inizia dalla conoscenza e che le bambine istruite, crescendo, saranno propense a lottare contro l'oppressione. Il Nobel a Malala ha un significato enorme e rafforzerà il suo esempio di giovanissima pensante e pacifica, per tante coetanee dall'infanzia negata.

Così, anche il premio all'attivista indiano Kailash Satyarthi, con i suoi decenni di lotta contro il lavoro minorile, con le sue denunce di traffico di bambini in un Paese, l'India, che vuole essere considerato una potenza mondiale e dove ancora centinaia di milioni di persone vivono in miseria e umiliazione, è un riconoscimento del mondo al coraggio di chi difende a ogni costo i più deboli. Giocare, studiare, non lavorare e, addirittura, non essere oggetto di commerci orrendi, possono sembrarci condizioni naturali per i bambini. Ma per troppi non è così. L'infanzia è la riserva di innocenza e di rinnovamento del mondo. Malala e Kailash hanno fatto e faranno di tutto per preservarla, e a noi non resta che rafforzare il loro esempio.

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Un riconoscimento in nome dei diritti dei bambini
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