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venerdì 24 maggio 2024
 
Cultura
 

Premio Nonino 2024, un inno ai valori del rispetto e della pace

09/01/2024  Il prestigioso riconoscimento della famiglia va a Rony Brauman di Medici senza frontiere, Angelo Floramo e la Cooperativa insieme Frutti di pace, gli intellettuali Alberto Manguel e Rony Brauman. La cerimonia il 27 gennaio

Sia per la terra sia per l’uomo, il fil rouge è il rispetto, che in questo delicato momento storico in diverse parti del mondo è messo all’angolo. Questa la leva del Premio Nonino, una storia di Nobel che spesso anticipa, che torna anche quest’anno con premiati di spessore culturale e umano.

L’edizione 2024 se la aggiudica Rony Brauman, medico francese nato a Gerusalemme anima per dodici anni di Medici senza frontiere, l’organizzazione umanitaria premio Nobel fondata a Parigi nel 1971 e attiva in settantacinque paesi. Sua mission è fornire soccorso sanitario ed assistenza a persone che vivono sotto assedio senza acqua, elettricità, coperte, farmaci in tutti i luoghi del mondo in cui il diritto alla cura non è garantito e in cui il diritto alla vita è fortemente compromesso. Ma Medici senza frontiere non significa solo equipe medica d’emergenza: accende i riflettori su crisi che continuano nell’ombra del silenzio, facendo conoscere le storie delle persone che le vivono. Chapeau! Brauman, si legge nella motivazione, “ha denunciato con coraggio le persecuzioni subite dai palestinesi e i suoi interventi pubblici ci permettono di comprendere meglio la tragedia attuale di cui sono vittime le popolazioni di Gaza e Cisgiordania e per queste ragioni rappresenta una grande coscienza umanistica”. A consegnargli il premio Edgar Morin, filosofo e sociologo francese ultracentenario che incarna perfettamente lo spirito del Premio. Per Morin, infatti, la terra è una totalità complessa fisica-biologica-antropologica dove l’uomo non può essere disgiunto dalla natura, da cui, al tempo stesso, si distingue ed emerge attraverso la sua cultura, il pensiero e la coscienza.

Il Premio Nonino, istituito nel 1975 – in giuria un certo Luigi Veronelli - per la valorizzazione della civiltà contadina, ha saputo diventare negli anni uno specchio del nostro tempo, consapevole e franco. Come non ricordare quel 1988 in cui Bruno Munari crea la scultura ricordo del Premio Nonino e in cui Rigoberta Menchù, che nel 1993 sarebbe stata insignita del Nobel per la Pace, vince il Premio speciale Nonino per la sua testimonianza di contadina guatemalteca (trascritta da Elisabetta Burgos e pubblicata da Giunti)?

Fra i premiati di questa edizione anche lo scrittore friulano Angelo Floramo, che da sempre ricerca i fili che legano la cultura friulana a quella slovena e che nel suo peregrinare come “figlio della frontiera” si è imbattuto nella Cooperativa Insieme “Frutti di Pace” (per entrambi il Premio Nonino Risit D’Aur Barbatella d’oro 2024), creata dalle donne di Bratunac e Srebrenica sopravvissute ai massacri durante il conflitto nell’ex Jugoslavia, a dimostrazione che in Bosnia, in questo caso con vasetti di confetture di piccoli frutti, si può ricostruire un’identità collettiva e la pace contro le divisioni imposte dalla guerra. Riconoscimenti anche ad Alberto Manguel (Premio Internazionale Nonino 2024), scrittore e traduttore argentino naturalizzato canadese, allievo di Jorge Luis Borges e già direttore della Biblioteca nazionale di Buenos Aires, per aver dedicato la sua vita a promuovere l’amore per la lettura e le biblioteche, rendendo i libri accessibili a tutti e infine, ultima ma non ultima, alla storica della scienza, con cattedra all’università di Harvard, Naomi Oreskes (Premio Nonino 2024 “Maestro del nostro tempo”), per il suo grande impegno pubblico nella difesa del ruolo della scienza, che spesso viene messa in discussione ma che può aiutarci a combattere il cambiamento climatico, a proteggerci dalle pandemie e molto altro.

La cerimonia di premiazione si terrà sabato 27 gennaio nelle Distillerie Nonino a Ronchi di Percoto (Udine) e sarà trasmessa in live streaming su grappanonino.it dalle ore 12.15. La serata sarà anche il culmine delle celebrazioni per i cinquant’anni della creazione del Monovitigno Nonino - era l’1 dicembre 1973 -, la prima grappa di singolo vitigno, elevata da prodotto povero che i contadini ottenevano dagli scarti della vinificazione a prodotto d’eccellenza. La storia del Premio continua a regalare bellezza.

 
 
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