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giovedì 18 agosto 2022
 
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Prete di strada, Cardinale della sinodalità

02/06/2022  Il 21 maggio scorso papa Francesco ha nominato il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna, alla guida della Chiesa italiana. Uomo di dialogo, pastore con l’“odore delle pecore”

Cari amici lettori, martedì scorso, 21 maggio, il Papa ha nominato il cardinale Matteo Maria Zuppi alla guida della Chiesa italiana, in qualità di presidente della Conferenza episcopale italiana, in occasione della 76esima Assemblea generale dei vescovi italiani che si è svolta a Roma. Troverete alle pagine 6-7 maggiori notizie. È per noi anche un onore particolare, poiché “don Matteo”, come ama essere chiamato, è anche una autorevole firma della nostra testata, che ogni settimana scrive per Credere il commento alle letture domenicali della Settimana liturgica. Una voce certamente apprezzata per il modo in cui coniuga l’ascolto della Parola con l’ascolto della realtà di cui è fatto il nostro vivere, in un dialogo tra fede e vita.

E “dialogo” – insieme ad ascolto – sono due qualità che tutti riconoscono al cardinale. Personalmente conservo un nitido ricordo delle due occasioni in cui l’ho incontrato, nel palazzo vescovile di Bologna. Ero andato a trovarlo la prima volta, per un saluto, quando è cominciata la collaborazione con Credere, una caldissima domenica estiva di due anni fa. Ricordo l’accoglienza affabile, senza particolari formalità, un’ora di colloquio in cui ci siamo scambiati opinioni, vedute, esperienze di vita… Ripensandoci, mi colpisce una cosa che allora mi sembrò molto naturale ma non era affatto scontata: il cardinale “don Matteo” non solo parlava, ma ascoltava e rispondeva “a tono”, intessendo un vero dialogo.

E se ero un po’ intimidito in quella prima occasione, la seconda volta che l’ho visto, circa un anno dopo, sempre in un’afosa domenica padana a Bologna, c’era certamente meno “timore” da parte mia e abbiamo avuto un fitto dialogo sulle più svariate questioni. E ancora mi ha colpito la notevole capacità di cogliere ed entrare in contatto con il punto di vista altrui. Sono qualità di cui ha dato prova nel suo ministero a Bologna, dove non è raro vederlo camminare per strada e parlare con chi lo saluta, in dialogo con i vari “mondi” di cui è fatta la Chiesa bolognese, per i quali sa sempre trovare una parola “a tono”.

In questo senso Zuppi incarna un modello di vescovo nella linea di papa Francesco, che “ha l’odore delle pecore”, le cerca, dialoga con tutti rispettosamente, cercando con tutti un punto di incontro anche quando si è “distanti” per qualche motivo. Una qualità che credo si rivelerà preziosa in questo tempo di Chiesa caratterizzato da un percorso sinodale che ha bisogno di essere sostenuto, custodito e incoraggiato. È ciò che il cardinale, appena nominato alla presidenza della Cei, del resto ha dichiarato alla conferenza stampa dopo la nomina, in qualche modo programmatica, dove dichiara di voler coltivare, accanto all’obbedienza al Papa, la collegialità con i vescovi e la sinodalità. Una sfida certamente impegnativa, ma per la quale la sua esperienza passata e lo stile maturato lo hanno “attrezzato” adeguatamente. Chiudo queste righe esprimendo al cardinale i nostri migliori auguri e assicurando la preghiera – mia ma sono certo anche di tutti i lettori – per il suo nuovo delicato incarico.

 
 
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