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lunedì 27 giugno 2022
 
scuola
 

Primo giorno di " buona scuola"

14/09/2015  Suona la prima campanella dell'anno per gran parte degli studenti italiani. E mentre sono ancora calde le polemiche riguardanti precariato, graduatorie e assunzioni del corpo insegnanti, una ricerca segnala la "povertà educativa" in cui si trova quasi la metà di bambini e ragazzi.

E' suonata, questa mattina la campanella per gran parte degli studenti italiani. Sono circa 9 milioni a tornare sui banchi per affrontare un anno che si profila denso di novità. Ha inizio, infatti, la "buona scuola" la riforma voluta dal governo Renzi, criticata dai docenti e subita per ora dai ragazzi e dalle loro famiglie. La discussione ha riguardato quasi esclusivamente i docenti e la loro carriera, si è parlato soprattutto di precariato, immissioni in ruolo, trasferimenti, valutazioni  e poteri dei presidi. Poco di contenuti, di didattica e di come appassionare sin dalle elementari allo studio e alla conoscenza evitando che alla scuola si associno, come spesso capita, drammi, difficoltà, abbandoni e bocciature. 

E così mentre scopriamo che gli insegnanti cui è stato offerto un posto di lavoro fisso e la possibilità di abbandonare il precariato, dopo molte polemiche (in cui si è arrivati a chiamare la loro assunzione "deportazione"),  alla fine ha accettato questa nuova condizione lavorativa ( solo 244 hanno rinunciato) i 7.861.925 iscritti nella scuola statale e gli oltre 960.000 delle paritarie iniziano la loro avventura scolastica. Con la speranza che risolti i complessi problemi legati alle assunzioni si possa finalmente dare il via alla vera buona scuola che per ora, sembra ancora lontana.

Il Rapporto di Save the children “Illuminiamo il futuro 2030"mostra che c'è ancora molta strada da fare. In questa ricerca si parla di allarme  "povertà educativa" cioè del motivo per cui milioni di bambini e adolescenti italiani  non riusciranno a farsi strada nella vita.  

Si tratta di una vera e propria deprivazione socioculturale determinata dalle seguenti situazioni: Quasi il 25% dei quindicenni è sotto la soglia minima di competenze in matematica e quasi 1 su 5 in lettura, percentuale che raggiunge rispettivamente il 36% e il 29% fra gli adolescenti che vivono in famiglie con un basso livello socio-economico e culturale: povertà economica e povertà educativa, infatti, si alimentano reciprocamente e si trasmettono di generazione in generazione.

D’altra parte, notevoli sono le carenze di servizi e opportunità formative scolastiche ed extrascolastiche:  solo il 14% dei bambini tra 0 e 2 anni riesce ad andare al nido o usufruire di servizi integrativi, il 68% delle classi della scuola primaria non offre il tempo pieno e il 64% dei minori non accede ad una serie di attività ricreative, sportive, formative e culturali, con punte estreme in Campania (84%), Sicilia (79%) e Calabria (78%). In particolare, il 48,4% dei minori tra 6 e 17 anni non ha letto neanche un libro nell’anno precedente, il 69,4% non ha visitato un sito archeologico e il 55,2% un museo, il 45,5% non ha svolto alcuna attività sportiva.  

 
 
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