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giovedì 23 maggio 2024
 
IL MESSAGGIO
 

Una prof scrive ai suoi alunni a distanza, la lettera è una lezione di vita

09/01/2021  Rovescia la prospettiva, Nicoletta Tancredi, professoressa in un liceo classico campano, il risultato, in questi tempi di scuola in difficoltà, è un'iniezione di carica motivazionale che invita i ragazzi a trasformare il momento critico in un'occasione di crescita e di apprendimento

«Cari ragazzi, non è un anno sprecato. Non piangiamoci addosso! Basta fare le vittime! Chi si lamenta ha sempre ottenuto un solo risultato: la lagna. Siate più capaci di chi dovrebbe e non sa decidere per voi. Siate scaltri. Fatevi furbi! Non credete a chi dice che questo è un anno perso, che non vale niente. Dimostrate il contrario: di saper far tesoro dal poco. E tra l'altro non scoprireste nulla di nuovo: "per aspera ad astra" (attraverso le asperità alle stelle) non sono parole di oggi». È l'inizio del messaggio di incoraggiamento che Nicoletta Tancredi, insegnante di latino e greco in un liceo campano e mamma di tre bambine, ha rivolto ai suoi alunni in didattica a distanza (nella foto un esempio di Dad in una scuola italiana). «Rimbalzate al mittente l'ansia dei dpcm e delle ordinanze da ultim'ora, con tutta l'energia della vostra età. Rispondete con ottimismo. Sfidate voi stessi di riuscire ad imparare in qualsiasi circostanza. Condite i vostri pensieri di entusiasmo. Sognate la più bella delle prospettive e nutrite il vostro sogno: la realtà si cambia immaginandola», scrive ancora la docente.

Un giorno questo dolore vi sarà utile, sembra dire la prof:«Vi ritrovate a fare gli studenti universitari al liceo. Siete soli, se i vostri parenti sono così intelligenti da non volersi sostituire a voi. Non ci sono i prof che girano tra i banchi, mentre fate un compito in classe, a farvi domande senza che possiate disattivare il microfono, o sparire dietro l'iniziale del vostro cognome sul desk. E' il momento  di intendere quello che i vostri insegnanti vi hanno sempre detto e che poteva sembrare retorico: non si studia per un voto, ma per sé stessi. Siete costretti all'autodisciplina, all'impegno deciso da voi. E dovete essere ancora più bravi che in classe, perché non sempre i docenti riescono a motivarvi a distanza. Non sempre gli atteggiamenti del vostro corpo, il cosiddetto linguaggio non verbale, è visibile in una videochiamata. Siete soli, ma con l'appoggio motivazionale dei vostri parenti, se si rendono conto che, in questo e solo in questo, devono coadiuvare gli insegnanti», dice ancora la professoressa ai suoi allievi.

«E poi è così facile 'imbrogliare' che non c'è neanche lo sfizio di farlo! - ragiona l'insegnante - Se ci riuscite, nulla di straordinario. Solo banale, oltre che vile, simulare difficoltà di connessione. Teniamoci pronti in ogni caso: a tornare in classe, con altissimo senso di responsabilità e rispetto per le normative anti-Covid, oppure a restare a casa, per quanto si possa essere stanchi e demotivati. Avete tutte le ragioni del mondo: vi manca la vita sociale, dei sorrisi, delle pacche sulla spalle, degli abbracci. Ma questo vi è toccato di vivere. Stringete i denti! Sentitevi, parlate, non abbandonatevi! E' l'occasione di fare i conti con chi volete essere davvero nella vita. Concentratevi sullo studio! Quale migliore occasione? Fissate come obiettivo il sapere. E puntate a quello. Sappiamoci adattare! E i prof., quelli meno 'tecnologici', aiutateli! Fate vedere loro quante cose sapete e si possono fare online. E avrete tirato dalla vostra, nel vostro mondo, i docenti: e quando vi ricapita?».

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