Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
giovedì 18 aprile 2024
 
Verso la Pasqua
 

Qual è il vero digiuno quaresimale?

09/03/2017  Un lettore si chiede quale siano le vere regole del digiuno quaresimale. La risposta del nostro Direttore.

Vorrei sapere quale è il vero digiuno quaresimale, perché in Rete ci sono molteplici versioni, più o meno edulcorate. Grazie.

CARMINE

Caro Carmine, i vescovi italiani hanno riassunto le attuali disposizioni in una nota pastorale del 1994 intitolata Il senso cristiano del digiuno e dell’astinenza. In sintesi, alle disposizioni sul digiuno sono tenuti i maggiorenni fino al sessantesimo anno di età, a meno che non ci sia una giusta causa, come la salute. Ma in cosa consiste il digiuno? Si tratta di fare un unico pasto durante la giornata, anche se si può prendere un po’ di cibo al mattino e alla sera, attenendosi, per la quantità e la qualità, alle consuetudini locali approvate. Quando è obbligatorio digiunare? Il mercoledì delle Ceneri (o il primo venerdì di Quaresima per il rito ambrosiano) e il Venerdì santo. È consigliato il Sabato santo sino alla Veglia pasquale. Chi si trovasse in seria difficoltà, è tenuto a mettere in pratica la norma sostituendo il digiuno con un’altra opera di penitenza.

Va ricordato che il digiuno cristiano ha un significato spirituale e non salutistico. In altre parole, è un segno esteriore di conversione, del nostro impegno a vivere una vita cristiana più autentica. Le varie forme di penitenza, soprattutto in Quaresima, devono condurci ad accostarci al sacramento della Penitenza (o Confessione) per lasciarci guidare dallo Spirito in una vita piena di amore verso tutti.

Per comprendere meglio il collegamento del digiuno e dell’astinenza con l’impegno a crescere e a maturare nella vita di fede e di carità, i vescovi chiedono di valorizzare insieme a queste pratiche anche e soprattutto l’ascolto e la meditazione della parola di Dio, una più intensa vita liturgica, iniziative di preghiera personale e di gruppo, forme di carità e di servizio, magari proponendo alle comunità parrocchiali, a gruppi, movimenti e associazioni, uno o più interventi di aiuto a favore delle situazioni di bisogno, verso le quali far convergere i “frutti” del digiuno e della carità.

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo