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lunedì 22 aprile 2024
 
Litigi familiari
 

Quando i genitori litigano e il figlio non si fida più

27/08/2022  "Litighiamo da mesi come due matti ed eravamo così presi che non ci siamo resi conto della sofferenza del nostro unico figlio adolescente. Ha anche iniziato ad andare male a scuola e quando gli abbiamo promesso che non litigheremo più ha alzato le spalle come segno di rassegnazione..."

Abbiamo litigato all’inverosimile, tutti concentrati nei nostri litigi feroci. E non ci siamo nemmeno accorti che il nostro unico figlio dodicenne ne ha sofferto da morire. A scuola è distratto – dicono gli insegnanti – non studia, ha le spalle curve. Quando gli abbiamo detto che ora non litighiamo più, ha alzato le spalle, senza una parola. Come chi non ci crede. Che fare? LUIGI E LUISA

— Cari Luigi e Luisa, troppo facile dirvi, cari coniugi, che dovevate pensarci prima! Mi raccontate che vi siete fatti aiutare da un terapeuta di coppia e ora state davvero meglio. Ma vostro figlio pare non accorgersi, con il vostro comportamento gli avete mostrato troppe volte che, dopo la bonaccia, viene di nuovo la tempesta: e lui è lì, con le spalle curve, ad aspettarla.

Forse ora state percependo che i vostri litigi accaniti, furiosi e offensivi (così li descrivete) vi impedivano di rendervi conto della sofferenza di vostro figlio. E allora forse è meglio uscire allo scoperto proprio con lui, chiedendogli scusa di non esservi accorti di lui... e dicendogli espressamente che non volevate farlo soffrire! Se il vostro terapeuta di coppia – con il quale avete concluso – è d’accordo, potete andare tutti e tre da lui, perché riesca a rassicurare vostro figlio, dicendogli che non siete diventati perfetti, ma che ormai avete capito quanto male avete fatto a voi stessi e a lui. Ma ho in serbo per voi un’altra proposta in aggiunta, se volete.

A una coppia che ha trovato la via del perdono reciproco, di solito consiglio un piccolo rito: la festa del ringraziamento. Ecco: adornate la casa di fiori e di luci, apparecchiate con la “tovaglia bella” e preparate cibi squisiti. Poi, all’inizio, tenendovi per mano e guardandovi negli occhi, in presenza dei figli, ciascuno dica il suo grazie perché la Vita, la Provvidenza, il Signore gli/le ha fatto incontrare l’altro/a. Ciascuno/a celebri la bellezza dell’altro/a con tutta la sua gioia, sottolineando le doti del coniuge, con sincerità. Perché i figli che ascoltano – e non interpellati! – hanno le antenne! Attenzione, questa non è la festa del “siamo diventati perfetti e infallibili”, ma è la festa dell’umile grazie, che fa bene a tutti...

 
 
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