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giovedì 02 dicembre 2021
 
Scuola
 

Quando il bullizzato è il professore

31/10/2018  In una scuola di Vimercate alcuni ragazzi hanno scaraventato delle sedie su un'insegnante ferendola a una spalla. E' solo l'ultimo di una serie di episodi in cui gli studenti aggrediscono verbalmente e fisicamente i docenti. Il bullismo dilaga e così la violenza anche nei confronti di figure che dovrebbero generare rispetto

Dopo il bambino di sette anni che in una scuola primaria di Coverciano ha dato una testata sul naso alla maestra, un altro increscioso episodio di bullismo: in un istituto professionale di Vimercate durante la lezione, mentre la professoressa di italiano dava le spalle alla classe, si è spenta la luce e sono state lanciate delle sedie di cui una ha colpito l’insegnante a una spalla. Non sono stati identificati i colpevoli, perché la classe ha coperto i responsabili. Fatti del genere si stanno ripetendo a un ritmo preoccupante. Ricordiamo l’episodio di un diciassettenne che a Caserta ha sfregiato l’insegnante con un coltello solo perché voleva interrogarlo per rimediare a un’insufficienza. O i ragazzi di un Istituto commerciale di Lucca che hanno minacciato e  umiliato un professore per farsi mettere un sei, mentre altri compagni filmavano la scena e la condividevano sui social.  Nei giorni scorsi è emerso come un tredicenne di Treviglio abbia preso a schiaffi e pugni un docente di educazione artistica che lo stava perché disturbava la lezione. Le minacce agli insegnanti, anche se non sfociano in una vera e propria aggressione fisica, sono un fenomeno che sta caratterizzando la vita scolastica italiana, e non solo, tanto che si parla di un vero e proprio bullismo nei confronti dei docenti.  E quando non sono i ragazzi a rendersene protagonisti, lo sono i genitori. Che cosa sta succedendo nelle nostre scuole?  Quella linea invisibile che separava il mondo dei docenti da quello degli studenti, fatta di rispetto  reciproco,  si infrange. Il docente è considerato alla stregua di un coetaneo, non gli si riconosce più autorità e autorevolezza. È una società intrisa di violenza, e i ragazzi la respirano dalle immagini dei film e dei videogiochi, dai testi di certe canzoni,  da  episodi di cronaca che vedono passare alle mani anche gli adulti, per motivi spesso futili. Ma si è anche rotto quel patto educativo che vedeva famiglie e insegnanti su uno stesso fronte: sempre più spesso i genitori delegittimano i docenti, li mettono in discussioni, mostrano ingerenza nel loro operato. E questo clima di sfiducia si trasmette anche ai figli.  Le scuole hanno sempre reagito con rigore per sanzionare questi comportamenti: ma ci chiediamo come sia possibile lavorare perché l’intimidazione, la violenza, il disprezzo lascino il posto a uno spirito di collaborazione e di rispetto. Perché la scuola torni a essere il luogo della conoscenza, delle relazioni feconde, del sapere e della crescita.    

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