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Quando il razzismo viene "usato" da gruppi eversivi

07/03/2016  Nel dicembre scorso un'operazione dei Ros individua un gruppo dell'estrema destra che intendeva fare della "bandiera" razzista e xenofoba lo strumento per destabilizzare e trovare consenso.

Per gli inquirenti non è un fulmine a ciel sereno. L'estremismo di destra torna agitando la bandiera della xenofobia e del razzismo. Il fatto è di dicembre scorso: 14 arresti in varie regioni italiane e perquisizioni a carico di altri 31 indagati. Il blitz dei Ros, coordinato dalla procura dell’Aquila, ha alzato il velo su una realtà dai contorni, al di là della cronaca giudiziaria, socialmente inquietanti. Il gruppo usava Facebook come strumento di propaganda e proselitismo.

Il gruppo clandestino, che si richiama al disciolto movimento neofascista “Ordine Nuovo”, protagonista negli anni '70 dell'eversione di marca neofascista, stava tessendo una ragnatela in tutto il territorio nazionale. Una organizzazione vasta e ramificata, organizzata in microcellule, che progettava di raccogliere vasti consensi e di unificare diverse tendenze politiche nell'ambito della destra facendo coscientemente leva su l’odio razziale e xenofobo come collante e benzina - complice la crisi economica che relega ai margini sempre più cittadini - per raccogliere adesioni e complicità.

Una attività di proselitismo svolta anche all'interno di compagini para-politiche popolate di scontenti e facinorosi. Tra gli inquirenti è diffusa la convinzione che il mix scontento-propaganda-violenza avrebbe avuto possibilità concrete di sollecitare un salto di qualità. Come a dire: Si invoca la caccia al nero e poi quella caccia diventa realtà.

E infatti, quando l'inchiesta ha bloccato le attività della formazione neofascista, già erano state messe in atto operazioni di finanziamento e contatti per l'acquisto di armi ed esplosivi in Slovenia. Attività fortunatamente monitorate dalla polizia slovena.

Il piano eversivo era stato strutturato su un doppio binario: da un lato atti destabilizzanti, da compiersi su tutto il territorio nazionale, e dall'altro un' opera di capillare infiltrazione nei posti di potere istituzionali, mediante la partecipazione alle elezioni con un proprio "nuovo partito". Un modello collaudato dalle esperienze di movimenti come l'Eta in Spagna o l'Ira in Irlanda, caratterizzate da un'ala militare e da un braccio politico.

Una miscela esplosiva . «Di certo», ha dichiarato alla stampa un ufficiale dei Ros impegnato nelle indagini, «i neo fascisti sono in aumento. La destra è in fermento ovunque e non sempre i gruppi possono controllare i propri aderenti».

Insomma la nuova eversione ha compreso di avere terreno fertile nelle crepe aperte della esasperazione sociale ed economica. Bastano quindi toni duri, estremi, violenti contro gli immigrati, i Rom, i politici, il fisco e la deriva eversiva, la lotta armata, diviene possibile. Il rischio più che concreto è quello del passaggio dalle parole ai fatti.

Il leader del gruppo eversivo "Avanguardia ordinovista” è accusato di aver "utilizzato il web (facebook) come strumento di propaganda eversiva, incitamento all'odio razziale e proselitismo".

Il gruppo si estendeva a macchia di leopardo in tutto il Paese: Udine, Gorizia L'Aquila, Montesilvano, Chieti, Ascoli Piceno, Milano, Torino, Padova, La Spezia, Venezia, Napoli, Roma, Varese, Como, Modena, Palermo e Pavia.

Ma la caccia al “nero”, l'odio xenofobo, sarebbe stato solo l'inizio: volevano uccidere politici "senza scorta" con un'azione coordinata e simultanea ("dieci, undici, insieme..."). Volevano far saltare le sedi di Equitalia con il personale dentro. Tra gli obiettivi anche spazi dedicati alla gente comune: stazioni, centri commerciali e poi prefetture, questure e magistrati.

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