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Udine, quando la notizia è usata come un’arma

22/07/2016  Il Messaggero Veneto, dopo l'allarme sociale ingiustificato lanciato con enfasi nei giorni scorsi relativamente a una inesistente “rivolta” dei profughi ospitati nella ex caserma Cavarzerani di Udine, pubblica una nuova grave imprecisione sulla pelle dei profughi. Ma questa volta è difficile parlare di errore di valutazione…

Il quotidiano friulano continua nella rincorsa ossessiva a scovare “privilegi” e “corsie preferenziali” di cui godrebbero i cittadini stranieri in Italia incappando però in un grossolano errore. Errore ancor più grave perché già commesso nello scorso mese di marzo da “Il Giornale” e della cui demistificazione si trovano ampie tracce sul web sia sul sito di Cartadiroma.org, che su siti come Bufale.net. 

La notizia sta tutta nel titolo del pezzo pubblicato lo scorso 12 luglio: “Vuoi gestire il tabacchino? Meglio se sei un profugo. Ad Aprilia Marittima fa discutere l’avviso dell’agenzia delle dogane di Trieste. Ma devono essere già intestatari di rivendita nel territorio di provenienza”.

Notizia prontamente ripresa il giorno successivo dal sito Riscattonazionale.it con il titolo: “Bando razzista di Serracchiani: “La licenza per fare il Tabaccaio? Solo se sei un profugo”. Quest’ultima testata poi non contenta del titolo aggiunge pure qualcosa che non lascia spazio a equivoci: “Un bando discriminatorio del genere non si era mai visto. Ma è stato fatto e scadrà il 10 agosto. “Il concorso” come riporta il Messaggero Veneto “è riservato alle seguenti categorie di persone, che possono disporre del locale, riconosciuto idoneo a discrezionale giudizio dell’ufficio delle dogane: profughi già intestatari di rivendita di generi di monopolio nel territorio di provenienza, oppure, nel caso di decesso del profugo, coniuge o figli”.

Di fatto in queste notizie non vi è nulla di vero: i bandi dei Monopoli di Stato sono (ex lege) riservati ai cittadini italiani e il privilegio nelle graduatorie è riferito sì ai profughi, ma italiani che risiedevano nelle colonie come Libia, Eritrea, Etiopia e Somalia o a territori usciti dalla sovranità nazionale in seguito a eventi bellici come l'Istria e la Dalmazia. 

Il quotidiano del gruppo Espresso-Repubblica, letto il bando di concorso dell'Agenzia dei Monopoli, incuriosito dal privilegio riservato ai “profughi” ha consultato il funzionario delegato dell'Agenzia dei Monopoli di Trieste, dottoressa Clara Bellon, per una conferma.

Il funzionario, gentilissimo, che chi scrive ha raggiunto telefonicamente, ricorda il colloquio con la giornalista del Messaggero Veneto e dice: «Ho precisato che dobbiamo fare il concorso riservato alle categorie protette come prevede la legge. Ho anche detto che sicuramente questo step sarebbe andato deserto perché questi profughi della seconda guerra mondiale sono ormai tutti morti. La legge è del 1957».

Un’informazione chiara che spiega come questa notizia semplicemente non esista. Una notizia di cui scandalosamente non vi è traccia nell'articolo del Messaggero Veneto che sembra voler continuare, con maliziosi tatticismi, a soffiare sul fuoco dell'intolleranza a costo di omettere informazioni determinanti. 

Insomma il presunto “privilegio” non c’entra nulla con gli stranieri rifugiati, come vorrebbero far credere il titolo dell'articolo del Messaggero Veneto e gli articoli successivi che ha ispirato.

 
 
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