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mercoledì 08 dicembre 2021
 
Premi
 

Quando la scienza è donna

24/03/2014  Unesco e L'Oréal hanno assegnato a Parigi il premio "For women in science" (per le donne nella scienza) a cinque scienziate giunte ai massimi livelli nei loro settori, una per ogni grande area del mondo.

    Meno di un terzo della comunità scientifica mondiale è costituito da donne, benché negli ultimi dieci anni la componente femminile tra i ricercatori sia aumentata del 12%. Per contribuire a riequilibrare la differenza di genere anche nel mondo delle scienze, da 16 anni Unesco e L'Oréal assegnano a Parigi  il premio "For women in science" (Per le donne nella scienza) a cinque scienziate giunte ai massimi livelli nei loro settori, una per ogni grande area del mondo. In contemporanea, vengono attribuite 15 borse di studio internazionali ad altrettante giovani ricercatrici di particolare valore. Dall'inizio sono così state individuate 82 scienziate affermate, due delle quali hanno in seguito ricevuto il Premio Nobel,  e 1.987 giovani meritevoli.

    Quest'anno il premio L'Oréal- Unesco è andato a cinque ricercatrici che hanno compiuto importanti scoperte nei campi della neurobiologia, dell'immunologia e dell'ecologia. Per l'Europa la prescelta è la neurobiologa Brigitte Kieffer, che opera in Francia e in Canada, per il suo lavoro sui meccanismi cerebrali coinvolti nella percezione del dolore, nelle malattie mentali e nella dipendenza da sostanze. La Kieffer per prima ha isolato il gene che codifica uno dei recettori oppiodi situati all'interno del cervello, recettori che sono alla base dei meccanismi del dolore e del suo sollievo. Grazie a questa scoperta si riesce a comprendere come sostanze quali la morfina o l'eroina (i principi attivi dell'oppio) possano sopprimere il dolore e in alcuni casi creare dipendenza. I risultati ottenuti hanno portato allo sviluppo di nuovi medicinali analgesici e nuove cure per le dipendenze. E dato che le disfunzioni del sistema oppioide concorrono a problemi emotivi come ansia e depressione acuta (che colpiscono una persona su dieci), le scoperte di Brigitte Kieffer trovano applicazione anche in psichiatria.

Le cinque premiate 2014 da l'Oréal-Unesco. In alto: la premiazione.
Le cinque premiate 2014 da l'Oréal-Unesco. In alto: la premiazione.

     Per l'area del Nord America, invece, il premio è andato all'immunologa americana Laurie Glimcher, per la scoperta di fattori chiave che controllano la risposta immunitaria e per gli studi sul loro ruolo nelle allergie e nelle patologie autoimmuni, infettive e maligne. La sua scoperta ha migliorato moltissimo la comprensione soprattutto delle patologie autoimmuni, cioè le condizioni che si manifestano quando il sistema immunitario del corpo si rivolta contro sè stesso e attacca i propri tessuti. Le ricerche di Laurie Glimcher stanno aprendo la strada a nuovi trattamenti per malattie come il lupus, il diabete infantile, l'artrite reumatoide, le malattie infiammatorie croniche intestinali e la sclerosi multipla, nonchè a nuove terapie per le allergie.

     Il riconoscimento alla biologa etiope Segenet Kelemu (per Africa e Stati arabi) è dovuto al fatto che abbia migliorato la resistenza e la produttività delle piante da foraggio tropicali e sub-tropicali, attraverso l'utilizzo di microrganismi. Le sue ricerche hanno riguardato il modo in cui i microrganismi che vivono in simbiosi con tali piante ne influenzano la salute e la capacità di adattarsi agli stress ambientali, nonchè di resistere a eventuali patologie. Le applicazioni della scoperta consentono ai piccoli agricoltori delle regioni tropicali e sub-tropicali di scegliere le piante da foraggio più produttive e resistenti agli organismi patogeni, e di migliorare perciò la propria produzione e la propria vita.

    La biofisica argentina Cecilia Bouzat (scelta per l'America Latina) è stata premiata per il lavoro svolto nella comprensione dei principi sui quali si basa la comunicazione tra le cellule cerebrali e tra queste e i muscoli. Le sue ricerche hanno ampliato enormemente le conoscenze su come le alterazioni a livello di collegamento molecolare delle cellule cerebrali possano causare disfunzioni muscolari. Ha inventato una procedura di registrazione delle comunicazioni neuronali ora utilizzata in numerosi ospedali del mondo e le applicazioni che derivano dalle sue ricerche stanno influenzando i trattamenti per patologie neuromuscolari e neurologiche quali l'Alzheimer, la depressione e le dipendenze.

    Infine, per l'area Asia-Pacifico il riconoscimento è andato all'immunologa giapponese Kayo Inaba, per le scoperte sul ruolo decisivo delle cellule dendritiche all'interno del sistema immunitario di soggetti sani e malati. La scienziata è stata la prima al mondo a dimostrare l'importanza fondamentale di queste cellule come "sentinelle", perché rappresentano la prima arma di difesa che il corpo umano utilizza per rispondere a una minaccia, sia un batterio o un virus o cellule anomale come quelle tumorali. La professoressa Kyoto ha provato che le cellule dendritiche possono essere trattate al di fuori del corpo e reintrodotte successivamente nell'organismo per stimolare la risposta del sistema immunitario, aprendo così una nuova strada per la terapia cellulare. Ha anche dimostrato che le cellule dendritiche trattate in questo modo possono eliminare i tumori, una scoperta che ha condotto a un nuovo tipo di trattamento anti-tumorale.

 
 
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