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«A casa prego con la nuova traduzione del Padre Nostro. Quando si potrà in chiesa?»

03/02/2020 

FERDINANDO B. - Privatamente io uso la nuova traduzione del Padre Nostro. Ma il sacerdote che sta celebrando ha la mia stessa libertà di scelta o deve attendere una decisione delle autorità che presiedono alla liturgia?

È dal 2008, cioè da quando è stata pubblicata la nuova versione di tutta la Bibbia in lingua italiana, che per il verbo “indurre” nel Padre Nostro si è voluto superare in qualche modo l’ostacolo interpretativo da parte dei fedeli; lasciando agli studiosi in materia le più approfondite e talvolta divergenti opinioni. Pertanto, la nuova edizione italiana del Messale Romano (2020) non poteva non far concordare opportunamente la recitazione della preghiera del Signore, sia comunitaria che privata, con il testo biblico. Nulla proibisce che privatamente si usi già la nuova versione che, più fedele all’originale greco e latino, fa dire: «Rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori». Nella recita comunitaria, invece, per evitare una spiacevole divergenza di voci proprio in quella preghiera che esprime l’unità di tutti i cristiani, è opportuno e saggio che, almeno localmente, l’autorità competente stabilisca una data. L’obbligo del nuovo Messale sarà comunque per tutti dal 4 aprile 2021.

 
 
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