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giovedì 25 luglio 2024
 
scuola
 

Quanti dubbi per la scelta della scuola superiore

10/01/2019  Si sono aperte lo scorso 7 gennaio le iscrizioni al prossimo anno scolastico. La decisione del Miur di anticipare la finestra in cui si dovrà decidere a quale indirizzo (e soprattutto a quale istituto) segnarsi per l'anno 2019/2020 ha spiazzato non poco i ragazzi. Molte lettere dei nostri lettori alla rubrica In famiglia parlano di questo tema

Si sono aperte il 7 gennaio aprono le iscrizioni all’anno scolastico 2019/2010 e numerosi studenti saranno chiamati a fare il grande salto dalle scuole medie alle superiori. La decisione del Miur di anticipare la finestra in cui si dovrà decidere a quale indirizzo (e soprattutto a quale istituto) segnarsi per l'anno 2019/2020 ha spiazzato non poco i ragazzi. Quasi la metà (44%) non ha ancora le idee chiare. Un dato registrato della ricerca, effettuata su 4mila studenti di terza media, da Skuola.net in collaborazione con Radio24. Per l'89% le scuole superiori sono un passaggio chiave per il lavoro che si andrà a fare da grandi. Quasi un mese in meno ha fatto lievitare il numero degli indecisi. Basti pensare che, dodici mesi fa (quando le iscrizioni aprivano a febbraio), il dato si fermava al 36%. Anche perché, nel frattempo, sembrano migliorare le attività di orientamento organizzate dalle scuole: quasi 9 studenti su 10 - l'87% - hanno effettivamente partecipato a incontri mirati (nel 2017 erano l'80%).

 Solo il Sud resta sui numeri dell'anno scorso, ma il dato è comunque buono. Due studenti su 3 sembrano orientati ad andare al liceo; il 21%, invece, sembra prediligere un istituto tecnico; il 9% un istituto professionale; il 4% un corso regionale di formazione professionale. La maggior parte (53%) sostiene di aver già in mente il lavoro che vorrà fare da grande. Ma una quota altrettanto elevata (55%) ha paura di non riuscire a trovarlo alla fine degli studi (sia che in tasca abbia il diploma o la laurea). In tantissimi il loro futuro (lavorativo o universitario) lo vedano fuori dall'Italia: per il 38% è una possibilità, per il 24% praticamente una certezza.

 
 
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