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martedì 17 maggio 2022
 
Domande di fede
 
Credere

Quaresima. C’è digiuno e digiuno

01/03/2017 

Il digiuno è una pratica che precede e varca i confini del cristianesimo. È patrimonio comune dell’umana religiosità. Del resto sappiamo che solo chi sperimenta la mancanza è capace di alzare il proprio sguardo oltre gli angusti confini del proprio io.

Se il digiuno ha una comune dimensione ascetica (= dominio di sé), per il credente nel Dio di Abramo e di Gesù Cristo esso ha una caratteristica particolare che supera la pratica in sé: «Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo? Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato, nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza trascurare i tuoi parenti?» (Isaia 58,67). Il digiuno per il cristiano, come tutte le altre forme di preghiera, non è fine a se stesso.

La preghiera, come ogni altra forma di culto, serve al discepolo di Gesù per essere più umano a immagine del proprio Maestro, che non esitava a trasgredire le leggi del digiuno pur di andare incontro alle umane povertà (Marco 2,19; Luca 5,33).

 
 
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