Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
domenica 14 aprile 2024
 
Domande di fede
 
Credere

Quaresima. C’è digiuno e digiuno

01/03/2017 

Il digiuno è una pratica che precede e varca i confini del cristianesimo. È patrimonio comune dell’umana religiosità. Del resto sappiamo che solo chi sperimenta la mancanza è capace di alzare il proprio sguardo oltre gli angusti confini del proprio io.

Se il digiuno ha una comune dimensione ascetica (= dominio di sé), per il credente nel Dio di Abramo e di Gesù Cristo esso ha una caratteristica particolare che supera la pratica in sé: «Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo? Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato, nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza trascurare i tuoi parenti?» (Isaia 58,67). Il digiuno per il cristiano, come tutte le altre forme di preghiera, non è fine a se stesso.

La preghiera, come ogni altra forma di culto, serve al discepolo di Gesù per essere più umano a immagine del proprio Maestro, che non esitava a trasgredire le leggi del digiuno pur di andare incontro alle umane povertà (Marco 2,19; Luca 5,33).

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo