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domenica 14 aprile 2024
 
IL LIBRO
 

Quel grido di pace soffocato da armi, cinismo e indifferenza

05/07/2023  Presentato a Roma l'ultimo volume di Andrea Riccardi: "Il grido della pace", Edizioni San Paolo. È intervenuto, tra gli altri, il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, reduce dal recente viaggio a Mosca in qualità di inviato speciale del Santo Padre: «Ho raccontato al Papa la missione incentrata sui bambini deportati, serve meccanismo per aiutarli»

È un grido che spesso sale al cielo tra sangue e  macerie. Un grido soffocato dal rumore delle armi, dal cinismo della politica, dall'indifferenza degli uomini. Questo grido è diventato libro, l'ultima fatica di Andrea Riccardi, storico, fondatore della Comunità din Sant'Egidio: Il grido della pace, Edizioni San Paolo, 238 pagine, 18 euro. Il volume è stato presentato martedì 4 luglio, a Roma, dal presidente della Comunità di Sant'Egidio, Marco Impagliazzo, dal giornalista Marco Damilano, dal sociologo Giuseppe De Rita, dalla filosofa Donatella Di Cesare. E dall'arcivescovo di Bologna, nonché presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), il cardinale Matteo Zuppi, reduce dal recente viaggio a Mosca in qualità di inviato speciale di papa Francesco.  

Andrea Riccardi ha ringraziato l'editore (rappresentato a Roma da don Antonio Rizzolo, amministratore delegato del Gruppo Editoriale San Paolo) per la celerità con cui ha pubblicato l'opera. E ha ribadito di aver voluto riflettere ulla necessità di creare una cultura della pace e un movimento spirituale (ma anche social)  che metta la pace al centro dell’interesse e della politica. Anna Frank, nascosta ad Amsterdam, scriveva: «C’è negli uomini un impulso alla distruzione, alla strage, all’assassinio, alla furia, e fino a quando tutta l’umanità, senza eccezioni, non avrà s ubito una metamorfosi, la guerra imperverserà…». Si può divenire artigiani di pace, è stato detto: dipende da ciascuno di noi. È una scelta che è all’inizio della costruzione della pace. Sapere, informarsi, seguire gli eventi, essere solidali con chi soffre per la guerr a, ricordare nella preghiera vuol dire non voltarsi dall’altra parte. Un’opinione pubblica viva può influire e cambiare le vicende nazionali e le politiche internazionali. Può frenare, prevenire la guerra e aprire vie per la pace.

«Ho raccontato al Papa la missione incentrata sui bambini deportati, serve un meccanismo per aiutarli», ha detto il cardinale Matteo Zuppi. «Speriamo che si cominci dai più piccoli da quelli che sono più fragili». Alla domanda su quali passi ci saranno, ha risposto: «Dobbiamo mettere a punto un meccanismo e quanto prima fare quello che è possibile fare».

 
 
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