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sabato 08 agosto 2020
 
Giornata mondiale
 

Quel no alla violenza sulle donne gridato in tutto il mondo

25/11/2018  Oggi è la giornata mondiale. Il messaggi di Mattarella e l'iniziativa del ministro della Giustizia Bonafade. La testimonianza del presidente della Cei Bassetti.

Oggi, 25 novembre, è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Un fenomeno ancora tragicamente alto, la cui denuncia è ancora troppo reticente, afferma il capo dello Stato Mattarella, che sollecita il superamento delle discriminazioni, dei pregiudizi e degli stereotipi sui ruoli e sulle attitudini basati sull'appartenenza di genere, iniziando dall'infanzia e dalla scuola.

"La violenza sulle donne - ha detto il capo dello Stato - purtroppo non conosce confini geografici, distinzioni di classe o di età: è iscritta in tante singole biografie". "In ogni sua forma, fino all'omicidio, non è mai un fatto privato né solo conseguenza di circostanze e fattori specifici, ma si inscrive in una storia universale e radicata di prevaricazione sulla donna. Ogni ferita fisica e psicologica inferta a una bambina, ragazza o donna, ogni ingiustificata svalutazione delle capacità femminili - spiega il capo dello Stato - sono forme di oppressione antica che rendono le donne meno libere, meno uguali, subalterne, infine vittime".

 

Intanto i ministro della Giustizia Bonafede annuncia intanto che le misure sul 'Codice rosso' contro la violenza alle donne per dare una corsia preferenziale a denunce e segnalazioni saranno dell'ordine del giorno del prossimo Consiglio dei ministri. A luglio scorso - dice Bonafede - erano già 130 i femminicidi registrati nei 12 mesi precedenti. Purtroppo si è a una media di 150 l'anno, quasi uno ogni due giorni. Sono le cifre ricordate dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede in un post su Fb in cui annuncia che le misure sul "codice rosso" saranno al prossimo Cdm. Bonafede sottolinea che si tratta di "omicidi consumati nei contesti familiari, per mano di mariti o partner, ex o altri familiari. Le sentenze ci dicono che sul totale delle condanne per omicidi di donne, l'85 per cento sono classificabili come femminicidio, perché avvenuti in ambito familiare o all'interno di relazioni sentimentali poco stabili. Nel 2017 sono state 2.018 le sentenze definitive per violenza sessuale, 1.827 quelle per stalking".

“Chi maltratta una donna rinnega e sconfessa le proprie radici perché la donna è fonte e sorgente della maternità. È una specie di sacrilegio massacrare una donna. La violenza contro le donne sta diventando sempre più un’emergenza anche a livello nazionale che va combattuta a vari livelli”. Lo ha detto il presidente della Conferenza episcopale italiana, il card. Gualtiero Bassetti, in un videomessaggio su Tv2000 in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne che si celebra domenica 25 novembre.

“Nella mia esperienza di Pastore – ha proseguito il card. Bassetti - sono venuto a contatto con situazioni davvero preoccupanti. Diverse donne si sono rivolte a me in confidenza e con vergogna, timorose delle conseguenze se la vicenda si fosse venuta a sapere e scoraggiate dall’ipotesi di non essere credute. Era brutto perché la loro confidenza che le avrebbe potute aiutare rimaneva soltanto uno sfogo”.

“Come si fa a raccontare – ha sottolineato il card. Bassetti - che l’uomo tanto ‘perbene’ nel contesto cittadino, una volta tra le mura di casa si trasforma in un despota aggressivo ? Spesso le donne confondono la violenza con un atto di amore esasperato ‘perché – alcune dicono – se mi picchia, se mi dà uno schiaffo, vuol dire che gli interesso, vuol dire che è geloso di me. Quindi mi vuole bene’. C’è dunque chi si umilia per amore. È chiaro che tutte queste non possono definirsi delle manifestazioni d’amore ma sono manifestazioni di possesso, violenza, prepotenza e viltà”.

“Ci viene incontro con la sua sapienza – ha ricordato il presidente della Cei - Papa Francesco nell’ Amoris Laetitia quando dice: ‘La vergognosa violenza che a volte si usa nei confronti delle donne, i maltrattamenti familiari e varie forme di schiavitù non costituiscono una dimostrazione di forza mascolina, bensì un codardo degrado. La violenza verbale, fisica e sessuale che si esercita contro le donne contraddice la natura stessa dell’unione coniugale’. È necessario combattere la violenza contro le donne, lo voglio dire con forza, prima di tutto dal punto di vista culturale. E il primo campo ad essere impegnato è quello educativo, iniziando dalle scuole e da tutte quelle che chiamiamo le agenzie educative: la famiglia, la scuola, gli ambiti ricreativi. Talvolta anche nello sport, che dovrebbe essere una forma di educazione, emerge una forma di aggressività. E ogni forma d’aggressività che si forma nell’adolescenza è poi destinata nell’età matura a ripercuotersi su qualcuno e spesso sulla propria compagna”.

“La Chiesa – ha aggiunto il card. Bassetti - ribadisce con forza il proprio sostegno e la propria vicinanza a tutte le donne vittime di maltrattamenti e violenza. Come sacerdoti spesso siamo i primi a raccogliere brevi racconti da chi subisce violenza. Dobbiamo essere dunque più accoglienti, attenti e meno frettolosi nei loro confronti. Sappiamo, lo dico con gioia, che ci sono Diocesi, a cominciare dalla Diocesi di Roma, che si sono impegnate ad aprire uno sportello di ascolto e sostegno a tutte le donne in difficoltà e anche ai loro figli. Perché non dobbiamo dimenticare che dove c’è una donna maltrattata ci sono spesso dei piccoli, degli innocenti che sono costretti a vedere queste violenze. Che esempio stiamo dando ai nostri figli ?”.

Il presidente della Cei si è infine soffermato sull’icona del ‘600 della Madonna dall’occhio nero custodita nel santuario mariano di Galatone in provincia di Lecce. Un uomo lanciò una pietra contro la sacra immagine colpendo la Madonna in pieno volto, all’altezza dell’orbita destra. Immediatamente, intorno all’occhio comparve una evidente livido nero tuttora visibile. Un affresco che molti considerano il simbolo della violenza sulle donne.
“E’ una bellissima icona – ha concluso il card. Bassetti - che io non conoscevo ma che vi invito a diffonderla. E questa Madonna violata, così sul suo volto stupendo, è l’immagine quasi del sacrilegio che si commette nel violare le donne. Perché ogni donna che sia giovane o anziana è sempre una sorella e una madre da rispettare. E chi non rispetta una donna non rispetta le proprie radici e non rispetta la vita”.

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