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venerdì 19 agosto 2022
 
 

Bimba abbandonata, shock a Bologna

20/01/2013  Bologna è sotto shock per la neonata ritrovata in un cassonetto nel salotto buono della città. Ci si interroga sul caso di un abbandono senza riguardo per la vita della piccola.

Bologna è incredula. La neonata ritrovata ieri in un cassonetto delle immondizie nelle vie buone del centro storico, a pochi passi dalla Curia arcivescovile, era chiusa in una borsa di iuta col cordone ombelicale strappato e non riannodato, coperta di sangue. Chi l’ha abbandonata, e c’è da augurarsi che non sia stata la madre, l’aveva condannata a morte, in una gelida giornata d’inverno.  «Un atto di una crudeltà inaudita», come l’ha definito il procuratore aggiunto Valter Giovannini, che ha aperto un fascicolo per tentato omicidio. Tutti fanno il tifo perché la piccola possa farcela, a cominciare dai due passanti che per puro caso hanno sentito «una specie di miagolio» e l’hanno salvata, pensando si trattasse di un gattino o di un cucciolo di cane, gettato nel cassonetto da un padrone senza cuore. Invece si trattava di una bambina.


Piccolissima, appena due chili e settecento grammi di peso, in stato di ipotermia ma viva e in grado ancora di piangere. «E’ stata una cosa bruttissima e insieme bellissima», ha detto il barista che l’ha soccorsa per primo e che, con l’aiuto di un dipendente del garage vicino, dopo aver chiamato il 118, l’ha presa tra le braccia e l’ha portata al riparo all’interno della rimessa. I medici del reparto di Terapia intensiva neonatale dell’Ospedale Sant’Orsola, dove la piccola è stata ricoverata, sembrano ottimisti. Il Policlinico precisa in una nota che le sue condizioni non sono “di immediata gravità”, mentre al momento non filtrano notizie sulle indagini. Gli inquirenti hanno lanciato un appello perché la madre si presenti  a sua volta al Pronto Soccorso . Lei stessa, infatti, potrebbe essere in pericolo di vita. 

Nessuna ipotesi può essere esclusa. Un gesto di follia, un atto di violenza commesso da una terza persona. Le telecamere che controllano la strada, purtroppo, non erano funzionanti, e questo non facilita  le indagini. La cosa che più lascia sconvolti  è la volontà di uccidere, sulla quale non sembrano esserci dubbi. “A Bologna ci sono mille modi per partorire in maniera anonima e con l’assistenza adeguata”, ha detto il direttore della Caritas, Paolo Mengoli. Una donna in difficoltà può trovare aiuto presso gli sportelli del Comune, le strutture della Caritas, le parrocchie, ed essere accompagnata in modo assolutamente anonimo prima e dopo il parto. 

La strada dove la piccola è stata abbandonata è uno di quei vicoli stretti tra le case, dove non passa quasi nessuno, ma a pochi metri dalla strada dei negozi, via Indipendenza, e dal salotto buono della città, ricco di bar e ristoranti, proprio a ridosso della Curia arcivescovile. Se ci fosse stata l’intenzione di darle una possibilità bastava lasciare il fagotto nel cortile dell’Arcidiocesi, o all’interno di un portone. Chi l’ha gettata nel cassonetto, nella migliore delle ipotesi, non era abbastanza lucido per elaborare una minima strategia. Oppure, nella peggiore delle ipotesi, voleva solo disfarsi in fretta della piccola, senza correre rischi e senza lasciare tracce. 

 
 
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