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venerdì 22 ottobre 2021
 
CARITà ESTREMA
 

Quella famiglia polacca sterminata per avere salvato gli ebrei

30/07/2016  Il 24 marzo 1944 i nazisti arrivarono alla casa degli Ulma, spararono agli ebrei e uccisero l’intera famiglia, sette figli inclusi. Nel 1995, Wiktoria e Józef furono riconosciuti come “Giusti tra le Nazioni” e nel 2003 è stato avviato il processo per la causa di canonizzazione di questa famiglia nella diocesi di Przemyśl, attualmente in corso.

Cracovia, Polonia
Dal nostro inviato

E’ una storia di ordinario martirio, gente che non ci ha pensato due volte a rischiare la vita. E poi a morire. E’ la storia di Wiktoria e Jozef Ulma e dei loro sei bambini, più uno perché Wiktoria era incinta al settimo mese, trucidati dai nazisti il 24 marzo 1944 nel villaggio di Markowa cento chilometri ad est di Cracovia. L'hanno raccontata al Papa, a Birkenau. Il rabbino capo di Polonia ha tradotto in polacco in canto del Kaddish, il canto del lutto degli ebrei, salmo 130, in memoria di Wiktoria, Jozef e dei loro figli, inseriti nell’elenco dei Giusti della nazioni dallo Yad Vahem, il memoriale dell’Olocausto in Israele.

Sono sei mila i polacchi “Giusti delle Nazioni” e rappresentano il gruppo nazionale più consistente dei venti mila Giusti, riconosciuti dagli storici del Memoriale. Nel 2003 è stato avviato il processo di beatificazione e i documenti sono stati consegnati alla Congregazione per le cause dei santi il 24 maggio 2011. Nel loro nome sono nate in Polonia due associazioni che sostengono le famiglie in difficoltà. Nel 1941 il governatore nazista in Polonia aveva emesso un regolamento in base al quale chiunque avrebbe nascosto ebrei sarebbe stati giustiziato. L’anno dopo nel piccolo villaggio gli ebrei erano stati tutti uccisi i deportati. Due famiglie i Goldman e gli Szall con cinque figli li nascosero a casa loro. Probabilmente fu una delazione di qualcuno ad informare i nazisti che all’alba del 24 marzo si presentarono a casa degli Ulma e massacrarono tutti. Furono almeno 20 gli ebrei salvati dai contadini polacchi nella campagne di Markowa.

Oggi la maggior parte dei viaggi ad Auschwitz dei giovani israeliani includono nell’itinerario anche questi luogo in memoria di quei fatti e di quel martirio. Dieci anni fa lo storico polacco Mateus Szpytma che ha studiato le poche carte sui fatti di Markowa ha fatto costruire un monumento in ricordo della famiglia Ulma e degli altri polacchi che salvarono gli ebrei. All’inaugurazione era presente anche il presidente della Conferenza episcopale polacca dell’epoca mons. Josef Michalik e Abraham Segal uno degli ebrei salvati. Sull’iscrizione si legge: “Possa il loro sacrificio essere un appello al rispetto e all’amore dovuto a tutti. Erano figli di questa terra e rimangono nel nostro cuore”.

 

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