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domenica 17 ottobre 2021
 
Rugby contro la mala
 

Quelle “brigantesse” più forti del degrado e delle intimidazioni

16/08/2021  Hanno creato la prima squadra femminile di rugby della loro città e sono diventate un’importante presenza attiva, culturale e sociale, in un rione noto da decenni per il degrado e l’abbandono che ha favorito un pesante sviluppo della criminalità

Sono pioniere due volte le Brigantesse di Librino, quartiere di Catania. Hanno creato la prima squadra femminile di rugby della loro città e sono diventate un’importante presenza attiva, culturale e sociale, in un rione noto da decenni per il degrado e l’abbandono che ha favorito un pesante sviluppo della criminalità. La loro storia è “una buona notizia”, raccontata nel video di Alessandro Puglia: Brigantesse del rugby in meta contro la mafia. Un messaggio di speranza per gli ottantamila abitanti di Librino, una città nella città, ma anche per il mondo dello sport, che nelle realtà difficili può diventare un nucleo propulsore di cambiamento. «Se tu sei nato a Librino la tua strada è segnata. Abbiamo voluto dare un segnale che è un’alternativa», ha detto Mirko Saraceno, presidente delle Brigantesse, le quali non si sono limitate a giocare le loro partite nei campi della zona che, quando piove,
diventano una pozzanghera e quando fa caldo il terreno è più duro del cemento. Hanno dato vita a diverse iniziative di accoglienza e sostegno per i giovani del quartiere. Racconta Adriana Tarantino, una della Brigantesse: «Abbiamo creato un’associazione, la “Librineria”, con migliaia di libri, per fare il doposcuola ai bambini e laboratori per tutte le
età. Ci sono studentesse e volontari sempre pronti a dare un aiuto ai ragazzi che ne hanno bisogno».

E Valentina Mazzeo, anche lei Brigantessa: «Il rugby è una metafora della vita, ti insegna a rialzarti quando cadi, ti dimostra come rispetto e sostegno sono fondamentali in campo come nella vita. Si creano rapporti di amore reciproco. Per questo lo abbiamo portato anche nelle scuole».  A Librino le Brigantesse sono state accolte con simpatia e collaborazione da molti abitanti, coinvolti dal loro entusiasmo e creatività. Ma hanno dato fastidio ad altri. Così sono iniziate le minacce. Il furto del defibrillatore, strumento fondamentale per l’attività, bruciato il pulmino che serviva per le trasferte, incendiato il “Club House”, sede della “Librineria”. Ma le Brigantesse hanno deciso di andare avanti con coraggio e tenacia, moltiplicando i progetti. L’allenatore, Andrea Marino, dice: «Spero, a breve termine, di vincere con loro il Campionato, quindi la Coppa Italia femminile. A lungo termine, che una di loro divenga allenatrice al mio posto e l’associazione si strutturi maggiormente, si alimenti con le sue stesse energie». Auguri, Brigantesse!

 
 
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