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lunedì 24 gennaio 2022
 
 

Quelle manovre contro il Colle

30/08/2012  Il settimanale Panorama pubblica una ricostruzione delle telefonate tra il presidente Napolitano e l'ex ministro dell'Interno Nicola Mancino sulla trattativa Stato-mafia. A chi giova?

Il settimanale Panorama pubblica “una ricostruzione esclusiva” delle telefonate tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e l’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino intercettate nell’inchiesta della Procura di Palermo sulla presunta trattativa Stato-mafia. In quelle telefonate, sostiene il settimanale della Mondadori (di proprietà della famiglia Berlusconi), sarebbero stati espressi “giudizi e commenti taglienti su Silvio Berlusconi, Antonio Di Pietro e parte della magistratura inquirente di Palermo”. La reazione da parte del Quirinale è durissima. “La pretesa, da qualsiasi parte provenga, di poter ricattare il capo dello Stato è risibile”, si legge in una nota del Colle, che respinge con forza ogni “torbida manovra destabilizzante”.

Il presidente, recita la nota, “non ha nulla da nascondere ma valori di libertà e regole di garanzia da far valere, e ha chiesto alla Corte costituzionale di pronunciarsi in termini di principio sul tema di possibili intercettazioni dirette o indirette di suoi colloqui telefonici, e ne attende serenamente la pronuncia”. Inoltre, precisa il Quirinale, “alle tante manipolazioni si aggiungono così autentici falsi”, in riferimento alle “ricostruzioni” delle intercettazioni di Napolitano pubblicate da Panorama. “La campagna di insinuazioni e sospetti ha raggiunto un nuovo apice”, sostiene il Colle. Piena solidarietà al presidente è arrivata da diversi organi istituzionali, a cominciare dal Csm, fino a varie forze politiche (uno dei primi è stato il leader dell’Udc Casini).

L’effetto tellurico dello scoop sarà probabilmente enorme sul piano politico. Indipendentemente da quel che è avvenuto, dall'inchiesta giornalistica e dagli eventuali illeciti commessi (se ce ne sono), noi preferiamo occuparci del “cui prodest”. La domanda è banale: a chi giova lo scoop? Quali saranno le sue conseguenze? E anche la risposta è abbastanza semplice: il “caso”, che evidentemente riguarda la violazione del diritto di privacy e di riservatezza del cittadino Giorgio Napolitano, potrebbe favorire l’abrogazione “sic et simpliciter” di qualunque tipo di intercettazioni disposte dagli inquirenti, anche quelle avviate nell'ambito di inchieste riguardanti reati gravi, come la corruzione politica. Reati da cui il nostro Parlamento non è immune.

Uno splendido caso di arma a doppio taglio, o di eterogenesi dei fini (per utilizzare un termine in voga sulla questione). Una spada brandita, non sappiamo quanto consapevolmente, dai manettari della cosiddetta area dell’antipolitica, che però finisce per fare il gioco dei garantisti pelosi del Centrodestra. E a farne le spese una delle massime garanzie della stabilità democratica del nostro Paese: il Quirinale.

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