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Elezioni presidenziali, si aprono i giochi

24/01/2022  Al via a pomeriggio il voto per eleggere il prossimo capo dello Stato con l'incognita del futuro del governo. Voto "rivoluzionato" dalla pandemia con un seggio "drive in" allestito fuori Montecitorio. Nessuna intesa tra i partiti

L’incognita Covid. L’intesa tra i partiti che ancora non c’è. Il risiko istituzionale con l’incognita di quale governo ci sarà (se ci sarà) se Draghi dovesse salire al Quirinale. Oggi alle 15 il Parlamento si riunisce in seduta comune per dare al Paese il tredicesimo presidente della Repubblica. Sergio Mattarella segue il voto dalla sua casa di Palermo, un altro segno di rispetto e distacco istituzionale dopo aver bocciato ripetutamente l’ipotesi di un suo bis. Le forze politiche discutono sui nomi per poter arrivare al dunque alla quarta votazione, in calendario giovedì, quando basterà la maggioranza assoluta. Ma come si vota il Capo dello Stato? E quali sono le novità introdotte dalla pandemia?

La Costituzione prevede che a scegliere il Presidente – il cui mandato è di 7 anni – siano i senatori (compresi quelli a vita), i deputati e i delegati regionali. Quest’ultimi sono tre per regione, tranne la Valle d’Aosta che ne esprime solo uno. In totale i “grandi elettori” quest’anno saranno 1.009, almeno sulla carta. Alcuni parlamentari positivi al Covid, come l’ex M5S Gianluigi Paragone, hanno già annunciato che non si presenteranno al seggio drive-in allestito nel parcheggio della Camera per votare. La possibilità di far votare i grandi elettori positivi è stato oggetto di una lunga discussione politica. Alla fine il 21 gennaio il Consiglio dei ministri ha approvato la proposta del presidente della Camera Roberto Fico di allestire un seggio ad hoc all’esterno e permettere anche a chi è positivo di uscire di casa, con mezzi propri, per poter votare.

COme funziona il seggio "drive in"

Sono oltre venti i grandi elettori positivi al Covid o in quarantena che si sono già “prenotati” per partecipare all'elezione nel seggio speciale allestito nel parcheggio di Montecitorio. Nella tensostruttura, organizzata più o meno come i “drive in” per i tamponi, c'è un percorso per chi arriva in auto e vota a bordo e un altro pedonale. Le schede saranno depositate in un'urna di legno, sottoposte a un processo di sanificazione con raggi UVA e poi unite a quelle di chi vota in Aula, dove le operazioni cominceranno alle 15.08, secondo programma, e dovrebbero durare circa sei ore. Ha il Covid anche Giuseppe Brescia, deputato del M5S: «Purtroppo sono in isolamento e non potrò essere in aula, ha detto all’Ansa, «ringrazio chi in queste ore sta lavorando per permettere a tutti i grandi elettori di non mancare a un appuntamento così importante».

Al seggio esterno le operazioni di voto saranno seguite da due segretari di presidenza e altri funzionari della Camera. Per questi elettori, una volta compilata la scheda, c'è l'obbligo di rientro al domicilio, senza fermarsi in luoghi pubblici o incontrare altre persone. E così avverrà per gli altri scrutini se, in base alla convinzione diffusa, ne serviranno almeno quattro.

L'ordine di chiamata

  

I primi a votare, comunque, saranno i senatori a vita (6, cioè Liliana Segre, Giorgio Napolitano, Mario Monti, Elena Cattaneo, Renzo Piano e Carlo Rubbia), a seguire i senatori (315), i deputati (630) e infine i delegati regionali (85), che le singole Regioni hanno eletto nei giorni scorsi. In genere si tratta di due rappresentanti della maggioranza e di un rappresentante della minoranza. Questa, tra l’altro, e non è un dato trascurabile, sarà l’ultima elezione che potrà contare su un numero così alto di parlamentari riuniti in seduta comune. A seguito della recente legge di revisione costituzionale, infatti, dalla prossima elezione del presidente della Repubblica ci saranno 230 deputati e 115 senatori in meno.

Il voto del 2015 che elesse Sergio Mattarella (Ansa)

Come si vota

  

Al momento è stata prevista una sola votazione al giorno (per consentire la sanificazione ed evitare assembramenti), rispetto alle tradizionali due di 7 anni fa. Tra una votazione e l’altra sono previste interruzioni anche per consentire il dialogo tra le forze politiche. La durata media di ciascuno scrutinio è di circa 5 ore e mezza.

Non ci sarà più in Aula il cosiddetto “catafalco”, quella sorta di cabina di legno introdotta per la prima volta durante l’elezione di Oscar Luigi Scalfaro nel 1992 per tutelare la segretezza del voto. Per entrare a Montecitorio, tra l’altro, sarà necessario esibire il Green pass “base”, quindi va bene anche quello con tampone (così da non escludere i No vax), e saranno ammessi all’Aula 50 grandi elettori alla volta. Si voterà, in ordine alfabetico, per fasce orarie, nell’Aula di Montecitorio. La chiama dei grandi elettori verrà ripetuta due volte. Durante lo scrutinio non potranno esserci più di 200 persone mentre nelle tribune potranno accedere al massimo 106 parlamentari e delegati regionali.

Quanti voti servono

Nel corso delle votazioni il quorum per diventare presidente cambia ai sensi dell’articolo 83 della Costituzione: per i primi tre scrutini è richiesta la maggioranza qualificata dei due terzi dell’assemblea – cioè 673 su 1.009 grandi elettori – mentre dalla quarta, cioè quella “chiave” (visto che solo da quel momento potrebbe arrivare l’accordo), basteranno 505 voti su 1.009, cioè la maggioranza assoluta, dunque la metà più uno dei grandi elettori.

E se non si dovesse raggiungere un accordo in tempi brevi? L’obiettivo è quello di arrivare con un nome entro il 3 febbraio, quando scadrà il mandato di Mattarella. Nel caso in cui, alla data del 3 febbraio non dovesse esserci ancora un nome, le funzioni del presidente della Repubblica verranno «esercitate dal presidente del Senato», Maria Elisabetta Alberti Casellati. Lo dice chiaro e tondo la Costituzione.

Chi può diventare Presidente della Repubblica

  

La Costituzione italiana prevede che, oltre al godimento dei diritti civili e politici, il presidente della Repubblica debba aver compiuto i 50 anni di età. Una volta eletto, tra l’altro, il presidente della Repubblica deve presentarsi dinanzi al Parlamento in seduta comune per il giuramento «di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione». Quest’anno i parlamentari potranno entrare in Aula, sempre alla Camera, per assistere al giuramento del nuovo Presidente se in possesso di un test rapido. Altrimenti resteranno fuori.

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