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lunedì 20 maggio 2024
 
 

Quirinarie: i 5 Stelle tentano lo sgambetto a Renzi

29/01/2015  Nella consultazione in rete del Movimento di Grillo figurano anche i nomi di Romano Prodi e Pier Luigi Bersani. Una provocazione nei confronti del segretario del Pd

Rodotà, Rodotà, Rodotà”. Nell'aprile del 2013, nei giorni delle votazioni per il presidente della Repubblica che portò alla rielezione di Giorgio Napolitano, il grido dei simpatizzanti grillini raccolti in piazza Montecitorio arrivava fin dentro il palazzo. Il giurista era il candidato indicato per il Quirinale dal Movimento 5 Stelle. Fu il più eletto dalle cosiddette Quirinarie, la consultazione online avviata fra gli attivisti del movimento.

Due anni dopo il nome di Rodotà non piace più ai grillini e non è stato preso in considerazione. Per le Quirinarie in corso sulla rete questa mattina l'assemblea in streaming dei parlamentari rimasti fedeli a Grillo e Casaleggio ha indicato una rosa di nomi fra i quali, a sorpresa, figurano anche Romano Prodi e Pier Luigi Bersani. Due nomi di peso che suonano come una provocazione, rivolta soprattutto al Pd. Infatti i nomi dell'ex leader dell'Ulivo e dell'ex segretario del Pd sembrano messi lì apposta per rompere le uova nel paniere a Matteo Renzi e mandare all'aria il patto del Nazareno con Berlusconi. Due esche per stanare i dissidenti del Pd e magari spingerli, fin dalla prima votazione, a far convergere i voti su Prodi e Bersani. Di fronte a un consistente numero di voti per uno dei due nomi a quel punto quali sarebbero gli ordini di scuderia di Renzi?

Resta comunque da vedere quale sarà l'esito delle Quirinarie, che sarà noto solo poco prima dell'apertura delle votazioni a Montecitorio. Sarà interessante vedere anche quanti si esprimeranno sulla rete in questa fase di profonda crisi del Movimento.

I nomi sottoposti agli attivisti sono 10, anche se la costituzionalista Lorenza Carlassare si è tirata fuori dall'elenco “per il rispetto che ho per la massima istituzione della Repubblica”. Nella lista delle Quirinarie, oltre a Prodi e Bersani, figurano magistrati ed ex magistrati come Nino Di Matteo, Fernando Imposimato, Paolo Maddalena, Raffaele Cantone (presidente della Autorità Anticorruzione). Ci sono anche il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky, l'archeologo Salvatore Settis, Elio Lannutti, presidente dell'associazione dei consumatori Adusbef.

Sul più votato convergeranno, almeno alla prima votazione, i voti dei 129 deputati e senatori di M5S che fanno parte dei 1.009 elettori.

 
 
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