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Radio Marconi: i microfoni della buona notizia

14/12/2017  La radio diocesana di Milano, che compie 40 anni, affronta ogni giorno la sfida di raccontare l’attualità dal punto di vista cristiano, ma anche di parlare a un pubblico più vasto, non solo ai credenti. Come aveva insegnato il cardinale Martini

Si può fare una «radio cattolica» anche senza mandare in onda Messa e Rosario, ma qualificandosi per il modo con cui si fa informazione? È la sfida che affronta quotidianamente Radio Marconi, l’emittente diocesana di Milano, che quest’anno compie quattro decenni di vita e che dagli anni Novanta, sotto l’episcopato del cardinale Carlo Maria Martini, ha fatto la scelta di raccontare l’attualità con lo sguardo cristiano non parlando necessariamente di “cose di Chiesa” e di farlo rivolgendosi a tutti, non solo al pubblico delle parrocchie: un’anticipazione dello stile «in uscita» che oggi raccomanda papa Francesco.

«Per veicolare messaggi e contenuti, devi per prima cosa fare una radio bella, che si ascolti volentieri. E questo significa rispettare i tempi e i linguaggi dello strumento radiofonico», sorride Fabio Brenna, 52 anni, da 25 anni nella redazione dell’emittente e dal 2014 direttore responsabile. E Radio Marconi è una vera radio «generalista», cioè rivolta a tutto il pubblico adulto, non solo ai credenti. «Affrontiamo tutti i temi dell’attualità, per noi non ci sono argomenti tabù», spiega Brenna, «ma proponiamo sempre un punto di vista, una chiave di lettura. A volte gli ascoltatori ci accusano di far pesare troppo le nostre opinioni, ma per noi ciò non è un difetto. Vuol dire che abbiamo un’identità chiara: siamo la radio della Chiesa milanese. Ovviamente non pretendiamo che tutti la pensino come noi, anzi, ci auguriamo che con il nostro contributo gli ascoltatori si facciano un’idea propria, informata e libera».

MUSICA E PAROLE DI QUALITÀ

I pilastri della radio sono la musica e le parole. La “colonna sonora” dalle 7 alle 19 sono «i grandi successi della canzone leggera italiana e internazionale di ieri e di oggi, con qualche incursione su novità meritevoli di visibilità». Nelle altre 12 ore, la sera e la notte, la programmazione è invece dedicata alla «musica classica di facile ascolto». Quanto alle parole, la proposta dell’emittente milanese non è d’intrattenimento, ma d’informazione: radiogiornali ogni mezz’ora, rassegna stampa (anche sui giornali locali), filo diretto per discutere con ospiti e ascoltatori le notizie del giorno, interviste con personaggi della cultura e dello spettacolo e con personalità della Chiesa.

Non ci sono in palinsesto fisso né Messe né preghiere: perché la celebrazione quotidiana dell’Eucaristia in rito ambrosiano è già proposta da Chiesa Tv, la televisione diocesana milanese del digitale terrestre (canale 195), ma anche perché la missione di Radio Marconi non è di tipo devozionale.

Per capire meglio questa scelta occorre ripercorrere la storia della radio. L’emittente diocesana di Milano nasce con il nome Radio A (ambrosiana) nel 1977 verso la fine dell’episcopato del cardinale Giovanni Colombo e nella stagione di “esplosione” in tutt’Italia delle “radio libere”. Nel primo biennio trasmette solo musica classica: gli impianti erano costati molto e non erano rimaste risorse per il personale. Solo alla fine del 1979 si organizza una piccola redazione di volontari, guidati dal direttore don Gregorio Valerio. Tra i collaboratori della prima ora c’era anche Maria Cecilia Sangiorgi, diventata poi volto noto di Canale 5 con la trasmissione Le frontiere dello Spirito.

La prima diretta va in onda il 10 febbraio 1980 con la cronaca integrale dell’ingresso in diocesi del nuovo vescovo Martini, figura centrale nel successivo sviluppo dell’emittente. Nel corso di tutti gli anni Ottanta il palinsesto è incentrato sulla trasmissione di conferenze, notizie ecclesiali e dirette di Messe e celebrazioni religiose. Notevole successo hanno soprattutto le trasmissioni della Scuola della Parola guidate in duomo dal vescovo biblista.

LE TANTE VITE DI UNA RADIO

  

Ma la svolta avviene nei primi anni Novanta. Sotto la spinta della Lettera pastorale di Martini Il lembo del mantello (dedicata al mondo dei mass media) la radio «cambia pelle»: il palinsesto passa dal devozionale al dialogo con il tempo presente. «Radio A», ricorda don Armando Cattaneo, il direttore che guidò la nuova fase, «assomigliava molto a Radio Maria, noi invece volevamo una radio di ispirazione cristiana capace di parlare anche ai laici e che, come il lembo del mantello, potesse essere “toccata” da chi non ha fatto la scelta cristiana. Insomma, uno strumento missionario inserito nel mondo e nella cultura».

Da quel momento la radio si avvale di una redazione di giornalisti, conduttori e disc jockey professionisti e in quello stesso periodo avviene la fusione con Novaradio, dei Paolini, e nasce Novaradio A. Nel 1995 parte una nuova sfida: l’emittente diventa la capofila del Circuito Marconi, un innovativo network di radio cattoliche sparse in tutt’Italia, di cui a Milano si produce circa metà delle trasmissioni. Un progetto che decolla bene e prosegue fin verso il 2000 quando la Cei lancia il circuito Radio in blu che lo assorbe. A quel punto la radio milanese (che dal 1998 per la prima volta è diretta da un laico, il giornalista Fabio Pizzul) continua il suo cammino tornando alla dimensione diocesana come Radio Marconi.

«I nostri punti di forza», spiega il direttore Brenna, «sono il radicamento locale – non solo nella città di Milano ma in tutto il territorio della diocesi – per esempio con l’ampia rassegna stampa del mattino; l’informazione ecclesiale quotidiana con il notiziario “Vista Duomo” alle 6.50 e alle 20; la telefonata settimanale con l’arcivescovo Delpini, che riprende una consuetudine dei tempi di Martini (giovedì alle 19.20 e replica il venerdì alle 12.40); l’interpretazione dei fatti con opinionisti ed esperti del mondo cattolico; l’attenzione speciale al volontariato e ai problemi degli ultimi e dei poveri (tra l’altro con la rubrica Radio Scarp, in collaborazione con il giornale di strada della Caritas Scarp de’ tenis). E, naturalmente, ci qualifica il tono con cui affrontiamo tutto questo, in un’epoca in cui dilagano proposte radiofoniche gridate e non raramente sguaiate, persino triviali, noi diamo importanza al peso delle parole».

Non a caso uno degli slogan di Marconi è «Radio di Parola».

L’INIZIATIVA: NATALE SOLIDALE

Il 20 dicembre Radio Marconi festeggia i suoi 40 anni con una giornata di solidarietà per sostenere il Fondo diocesano Diamo lavoro. In Marconi radio aperta delle 11  si parlerà del fondo, dei risultati raggiunti e delle storie di chi è stato aiutato. Inoltre, per tutto il giorno, saranno ospiti della radio tante delle voci che vi hanno lavorato in 4 decenni.

Foto di Fabrizio Annibali

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