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Referendum, dai vescovi nessuna indicazione di voto

29/09/2016  Il cardinale Angelo Bagnasco ribadisce che si tratta di un appuntamento importante e bisogna informarsi bene: «La Costituzione non è una legge qualunque». Il tema del lavoro al centro dei lavori del Consiglio permanente: «Troppa flessibilità fa male»

Il presidente dei vescovi italiani, il cardinale Angelo Bagnasco, ribadisce che dai vescovi non verranno indicazioni di voto per il prossimo referendum sulla Costituzione e a questa linea si atterranno anche tutti i media della Conferenza episcopale italiana. Lo ha spiegato ai giornalisti al termine del Consiglio permanente, dopo che aveva già anticipato la decisione nella prolusione di lunedì scorso. Ma insiste sulla necessità che i cittadini si informino e vadano a votare: “Questo referendum, essendo sulla Costituzione, ha una valenza e un'importanza unica, diversa dalle altre: speriamo che i cittadini si rendano conto di questa unicità, che richiede una partecipazione della sovranità popolare col diritto di voto, in particolare per l’oggetto”.  Il cardinale ha poi aggiunto: “ Auspichiamo che le persone si informino, non si accontentino del sentito dire, di opinioni o slogan, ma si impegnino personalmente”. Per Bagnasco la Costituzione “non è una legge qualunque, attiene alla struttura, all’impianto dello Stato, non si cambia tutti i giorni. Quindi noi auspichiamo che prima di andare al voto i cittadini si informino adeguatamente sull’ oggetto”. Un ulteriore elemento messo in evidenza dal presidente della Cei è stato che “questo referendum è peculiare non solo per l'argomento ma anche perché il quorum non esiste: chi va va e così è deciso. Questo è molto importante”. Il cardinale ha anche detto che durante il Consiglio Cei non si è parlato di iniziative specifiche della chiesa italiana sul referendum, ma ha ammesso “non escluderei che ci siano nelle singole diocesi o nelle parrocchie. Non grandi convegni ma occasioni per conoscere meglio il tema”. Anche da parte dei mezzi di comunicazione della Cei non ci saranno indicazioni specifiche, ma solo  “l’invito all'informazione personale”.

Troppa flessibilità sul lavoro

 Il Consiglio ha deciso ha deciso anche il tema della prossima Settimana sociale dei cattolici che si svolgerà a cagliano l’anno prossimo. Sarà dedicata al lavoro:  “Il lavoro che vogliamo. Libero, creativo, partecipativo e solidale”. E a proposito di lavoro il cardinale è tornato sul tema della flessibilità puntando il dito sulla “frammentazione in atto ovunque” in materia di lavoro: “La categoria di flessibilità è nuova rispetto ad altri momenti storici, in questo ambito. Io non contesto il concetto di flessibilità, forse anche necessaria o comunque utile nel lavoro, però mi chiedo se permette un progetto di vita e permette che la persona non entri in stato di confusione”.  E ha ribadito che “la situazione del lavoro, e della disoccupazione, è molto grave”:  “Continua nelle nostre diocesi la processione di gente che ha perso il lavoro o che non lo trova, di tutte le età. Le persone adulte non riescono a mantenere le loro famiglie e ad onorare gli impegni, come il mutuo della casa, e i giovani non trovano un impiego che permetta loro di farsi un progetto di vita o non riescono ad entrare nel circuito del lavoro”.

Sacerdoti e riforma delle diocesi

Tra le altre questioni affrontate dal Consiglio vi è stata quella della fraternità tra i sacerdoti. Verrà preparato un Sussidio specifico per favorire la nascita di comunità di sacerdoti. Bagnasco ha specificato che tra le proposte c’è quella di una mensa comune in ogni vicaria per i sacerdoti, per favorire la fraternità. I Sussidio affronterà anche i temi della formazione permanente del clero. Anche la riforma delle diocesi italiane, che il Papa ha più volte auspicato chiedendo anche la loro riduzione, è quasi pronta. Bagnasco ha spiegato che entro gennaio ci sarà un quadro completo da presentare poi alla Congregazione vaticana dei vescovi.

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