logo san paolo
domenica 20 settembre 2020
 
Al voto
 

Referendum, perché sì: «Il sistema potrà essere molto più governabile»

25/10/2016  «Senza il passaggio da una Camera all’altra le leggi saranno più chiare e veloci»

«Sicuramente si poteva fare di meglio, ma la riforma introduce un principio importante e innovativo: il coinvolgimento di una rappresentanza degli enti territoriali nel procedimento legislativo». Roberto Bin, professore ordinario di Diritto costituzionale all’Università di Ferrara, favorevole al progetto di riforma costituzionale, risponde così a chi gli chiede se lo convinca la composizione del nuovo Senato.

Sindaci, consiglieri regionali e, al tempo stesso, senatori: riusciranno a far tutto nelle scadenze previste?

«A parte che non è scritto che i senatori non potranno votare anche da casa, anche ora i ministri si riuniscono una volta al mese a Bruxelles ma non per questo trascurano i ministeri. Il problema sarà costruire, dopo la riforma, una disciplina intelligente del Senato: con una struttura burocratica di base che prepari il lavoro ai senatori».

Si dice che la scrittura delle leggi andrà più spedita. Ma il nostro problema non è l’avere già troppe leggi, troppo spesso modificate?

«Sì, abbiamo una produzione legislativa preoccupante non tanto per il numero quanto per la qualità delle leggi: poco comprensibili e poco stabili. La riforma toglie una delle cause di questo problema: il passaggio tra una Camera e l’altra. Oggi se io governo faccio una proposta, che sarà approvata dopo chissà quanto tempo e quante modifiche, posso preoccuparmi poco di ciò che scrivo oggi, mi concentrerò sugli emendamenti che introdurrò alla  fine. Non è un bel modo di legiferare. Una sola Camera, invece, dovrà assumersi la responsabilità delle leggi che produce e che oggi escono spesso figlie di nessuno».

L’articolo 70, sulla funzione legislativa, non sembra semplificato nella nuova Costituzione...

«Nella Costituzione del 1948 era di sole 9 parole ma nascondeva una “non regolamentazione”. Il nuovo testo è più difficile e noioso da leggere, ma sarà più facile da applicare e non darà luogo a contenziosi. Chi dice che il contenzioso aumenterà mi dovrebbe mostrare col dito sul testo quali punti provocherebbero questo effetto».

Si dice che il Governo avrà più peso rispetto ai “contrappesi”. È così?

«Fin qui i contrappesi sono stati concepiti molto all’italiana: l’idea è che essi servano a ostacolare la decisione. Ma non deve essere così: in un Paese democratico il Governo – dopo il dibattito parlamentare (la Camera serve a questo), e dopo aver sentito le autonomie locali (il Senato serve a questo) – è legittimato, anzi è tenuto a governare, cioè a decidere. Se un gruppo di minoranza, magari in commissione, può far saltare la proposta del Governo, quella non è democrazia, è dittatura della minoranza. E poi la riforma incide sui poteri del Governo riducendoli: limita il ricorso ai decreti legge, rende più effettivo il potere di indire referendum, innalza il quorum per l’elezione del presidente della Repubblica, ora eleggibile con la sola maggioranza assoluta che regge il Governo».

La stabilità che la riforma promette ci piacerebbe anche nelle mani di un futuribile Governo sgradito?

«Condivido la critica: la stabilità non è un valore in sé. Il problema è la governabilità, nel senso di capacità del sistema istituzionale di perseguire politiche pubbliche. E non la si ottiene dividendo come ora le competenze tra Stato, Regioni e Comuni, ma coinvolgendo nelle decisioni dello Stato gli enti che dovranno poi attuarle».

Multimedia
Obama e Renzi, sorrisi e pacche sulle spalle
Correlati
I vostri commenti
5
scrivi

Stai visualizzando  dei 5 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo
    Collection precedente Collection successiva
    FAMIGLIA CRISTIANA
    € 104,00 € 0,00 - 11%
    CREDERE
    € 88,40 € 0,00 - 35%
    MARIA CON TE
    € 52,00 € 39,90 - 23%
    CUCITO CREATIVO
    € 64,90 € 43,80 - 33%
    FELTRO CREATIVO
    € 23,60 € 18,00 - 24%
    AMEN, LA PAROLA CHE SALVA
    € 46,80 € 38,90 - 17%
    IL GIORNALINO
    € 117,30 € 91,90 - 22%
    BENESSERE
    € 34,80 € 29,90 - 14%
    JESUS
    € 70,80 € 60,80 - 14%
    GBABY
    € 34,80 € 28,80 - 17%
    GBABY
    € 69,60 € 49,80 - 28%