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Credere

Reggio Calabria: la tenda dei migranti diventa "Porta santa"

16/12/2015  Sul molo dove sbarcano i profughi è stata inaugurata una speciale «Porta della misericordia del mare» presso la tenda d'accoglienza di rifugiati, profughi e stranieri in generale. Il vescovo: «Chiediamo perdono per le chiusure dell'Europa»

Lì dove paura e sofferenza incrociano la speranza, arriva anche la misericordia del Giubileo. Sul molo del porto di Reggio Calabria, dove fino ad ora sono arrivati 40.000 profughi reduci dalle lunghe e pericolose attraversate del Mediterraneo in cui molti altri hanno perso la vita, è stata aperta idealmente una «Porta della misericordia del mare» presso la tenda approntata dal Governo per l’accoglienza dei migranti.

Lo scorso 14 dicembre, presiedendo una preghiera giubilare nella tenda, l’arcivescovo Giuseppe Morosini ha ricordato l’impegno degli operatori e dei volontari che da mesi su quel molo testimoniano «l'immagine di un Dio misericordioso», mettendo in pratica le parole del Vangelo: «Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare. Ero pellegrino e mi avete accolto». «Dobbiamo educare alla misericordia, e lo dobbiamo gridare in un momento in cui siamo tentati tutti dalla ritorsione e dalla paura» ha detto monsignor Morosini. «I fatti di Parigi hanno scosso tutti», ha aggiunto l’arcivescovo calabrese, «ma la reazione non deve essere la chiusura. La fede cristiana scommette sempre sull'amore».

La preghiera presieduta nella tenda dall'arcivescovo Giuseppe Morosini (foto: Francesca Ciarallo)
La preghiera presieduta nella tenda dall'arcivescovo Giuseppe Morosini (foto: Francesca Ciarallo)

I migranti: immagine di Gesù crocifisso

Nella preghiera sono state pronunciare parole forti, invocando «la Misericordia Signore per le tante speranze deluse, ostacolate da noi europei, che abbiamo chiuso il nostro cuore a questi missionari indifesi di Gesù povero e abbandonato, deriso e oltraggiato, crocifisso e ucciso». Alla celebrazione era presente anche monsignor Giancarlo Perego, direttore della Fondazione Migrantes della Conferenza episcopale italiana.

Presso la tenda d’accoglienza la diocesi di Reggio Calabria – Bova è costantemente presente grazie all’impegno  della Caritas, degli uffici pastorali Migrantes e Missionario e delle associazioni che aderiscono al Coordinamento diocesano sbarchi.

operatori e volontari della Comunità Papa Giovanni XXIII al porto di Reggio (foto: Francesca Ciarallo)
operatori e volontari della Comunità Papa Giovanni XXIII al porto di Reggio (foto: Francesca Ciarallo)

E i piccoli migranti trovano ospitalità

  

Lo stesso giorno è stata inaugurata la Casa della Santissima Annunziata, dedicata all’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati in cui vivono 12 ragazzi, tra cui due neonati. Si tratta di un progetto di accoglienza sostenuto dalla Cei attraverso la fondazione Migrantes e gestita dalla Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi, aperto lo scorso mese di agosto e che da allora ha ospitato una cinquantina di giovani profughi.

Tecnicamente la «Porta della misericordia del mare» non una Porta santa (cioè di un luogo dove è possibile recarsi in pellegrinaggio per ottenere l'indulgenza giubilare) ma, come spiegano dalla Curia di Reggio Calabria, è un "segno" con l'impegno a rinnovare l'accoglienza «ogni qualvolta approda al porto una nave con i profughi e gli emigrati» e che «si prolunga nell'accoglienza di alcuni di essi nelle strutture della Caritas o di altre associazioni come la Giovanni XXIII. Anche e sopratutto questa è misericordia».

 
 
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