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venerdì 10 luglio 2020
 
Il Papa
 

«Il 14 maggio tutte le religioni in preghiera per chiedere la fine della pandemia»

03/05/2020  Francesco al Regina Coeli: «Ho accolto la proposta dell’Alto Comitato per la Fratellanza Umana per implorare tutti insieme l’aiuto di Dio». E invita a «mettere insieme le capacità scientifiche, in modo trasparente e disinteressato, per trovare vaccini e trattamenti per curare il virus»

Esprime «vicinanza agli ammalati di Covid-19, a quanti si dedicano alla loro cura a tutti coloro che, in qualsiasi modo, stanno soffrendo per la pandemia». Ricorda di aver «accolto la proposta dell’Alto Comitato per la Fratellanza Umana affinché il prossimo 14 maggio i credenti di tutte le religioni si uniscano spiritualmente in una giornata di preghiera e digiuno, per implorare Dio di aiutare l’umanità a superare la pandemia di coronavirus. Ricordate, il 14 maggio, tutti i credenti, insieme, per pregare, digiunare e fare opere di carità». E sottolinea, nella Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni che si celebra oggi, che «l’esistenza cristiana è tutta e sempre risposta alla chiamata di Dio, in qualunque stato di vita».

Papa Francesco nella Biblioteca del Palazzo Apostolico recita il Regina Caeli (la preghiera che nel tempo di Pasqua sostituisce l’Angelus) e si sofferma sul tema di questa quarta domenica di Pasqua dedicata a Gesù Buon Pastore: «Il Signore», afferma, «ci chiama per nome, ci chiama perché ci ama. Però, dice ancora il Vangelo, ci sono altre voci, da non seguire: quelle di estranei, ladri e briganti che vogliono il male delle pecore. Queste diverse voci», rimarca, «risuonano dentro di noi. C’è la voce di Dio, che gentilmente parla alla coscienza, e c’è la voce tentatrice che induce al male. Come fare a riconoscere la voce del buon Pastore da quella del ladro, come fare a distinguere l’ispirazione di Dio dalla suggestione del maligno? Si può imparare a discernere queste due voci: esse infatti parlano due lingue diverse, hanno cioè modi opposti per bussare al nostro cuore. La voce di Dio non obbliga mai: Dio si propone, non si impone.

Invece la voce cattiva seduce, assale, costringe: suscita illusioni abbaglianti, emozioni allettanti, ma passeggere. All’inizio blandisce, ci fa credere che siamo onnipotenti, ma poi ci lascia col vuoto dentro e ci accusa: “Tu non vali niente”. La voce di Dio, invece, ci corregge, con tanta pazienza, ma sempre ci incoraggia, ci consola: sempre alimenta la speranza».

«Il nemico predilige l’oscurità, la falsità, il pettegolezzo»

Francesco traccia un parallelo tra la voce di Dio e quella del tentatore, del diavolo: «La voce del nemico distoglie dal presente e vuole che ci concentriamo sui timori del futuro o sulle tristezze del passato: fa riaffiorare le amarezze, i ricordi dei torti subiti, di chi ci ha fatto del male. Invece la voce di Dio parla al presente: “Ora puoi fare del bene, ora puoi esercitare la creatività dell’amore, ora puoi rinunciare ai rimpianti e ai rimorsi che tengono prigioniero il tuo cuore”. Ancora: le due voci suscitano in noi domande diverse. Quella che viene da Dio sarà: “Che cosa mi fa bene?”. Invece il tentatore insisterà su un’altra domanda: “Che cosa mi va di fare?”. Che cosa mi va: la voce cattiva ruota sempre attorno all’io, alle sue pulsioni, ai suoi bisogni, al tutto e subito. La voce di Dio, invece, non promette mai la gioia a basso prezzo: ci invita ad andare oltre il nostro io per trovare il vero bene, la pace. Ricordiamoci: il male non dona mai pace, mette frenesia prima e lascia amarezza dopo. La voce di Dio e quella del tentatore, infine, parlano in “ambienti” diversi: il nemico predilige l’oscurità, la falsità, il pettegolezzo; il Signore ama la luce del sole, la verità, la trasparenza sincera. Il nemico ci dirà: “Chiuditi in te stesso, tanto nessuno ti capisce e ti ascolta, non fidarti!”. Il bene, al contrario, invita ad aprirsi, a essere limpidi e fiduciosi in Dio e negli altri».

Dopo la preghiera mariana del Regina Caeli, papa Francesco sottolinea il significato della Giornata per le vocazioni: «Ci ricorda quello che disse un giorno Gesù, cioè che il campo del Regno di Dio richiede tanto lavoro, e bisogna pregare il Padre perché mandi operai a lavorare nel suo campo. Sacerdozio e vita consacrata esigono coraggio e perseveranza; e senza la preghiera non si va avanti su questa strada. Invito tutti a invocare dal Signore il dono di buoni operai per il suo Regno, col cuore e le mani disponibili al suo amore».

Il pensiero del Pontefice va ancora a questa pandemia: «Desidero, nello stesso tempo, appoggiare e incoraggiare la collaborazione internazionale che si sta attivando con varie iniziative, per rispondere in modo adeguato ed efficace alla grave crisi che stiamo vivendo. È importante, infatti, mettere insieme le capacità scientifiche, in modo trasparente e disinteressato, per trovare vaccini e trattamenti e garantire l’accesso universale alle tecnologie essenziali che permettano ad ogni persona contagiata, in ogni parte del mondo, di ricevere le necessarie cure sanitarie».

Rivolge «un pensiero speciale all’Associazione “Meter”, promotrice della Giornata nazionale per i bambini vittime della violenza, dello sfruttamento e dell’indifferenza. Incoraggio», aggiunge il Papa, «i responsabili e gli operatori a proseguire la loro azione di prevenzione e di sensibilizzazione delle coscienze al fianco delle varie agenzie educative. E ringrazio i bambini dall’Associazione che mi hanno inviato un collage con centinaia di margherite colorate da loro».

Infine, Bergoglio ricorda che è appena iniziato Maggio, «mese mariano per eccellenza, durante il quale i fedeli amano visitare i Santuari dedicati alla Madonna. Quest’anno», sottolinea, «a causa della situazione sanitaria, ci rechiamo spiritualmente in questi luoghi di fede e di devozione, per deporre nel cuore della Vergine Santa le nostre preoccupazioni, le attese e i progetti per il futuro».

Dopo aver invitato a «pregare per me» e augurato «buon pranzo», Francesco si è affacciato su piazza San Pietro completamente vuota per dare la sua benedizione.

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Il 14 maggio giornata di preghiera di tutte le religioni per invocare la fine della pandemia
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