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venerdì 23 aprile 2021
 
Regina Caeli
 

Il Papa: «La verità svenduta per il signor denaro»

05/04/2021  La pietra che doveva essere il sigillo della vittoria del male diventa lo sgabello dell'Angelo che annuncia la risurrezione, mentre le guardie, corrotte dai soldi, dicono che il corpo è stato rubato. Le donne, invece, cercano, come noi ancora oggi, il Cristo vivo.

La pietra che doveva essere il sigillo della vittoria definitiva del male diventa lo sgabello dell’Angelo. Papa Francesco, nel Regina Caeli, ricorda che quello dopo Pasqua si chiama Lunedì dell’Angelo perché soltanto un angelo poteva annunciare la resurrezione di Cristo, così come aveva annunciato a Maria il suo concepimento. Solo lui può affermare «È risorto». Le donne che erano andate al sepolcro avrebbero potuto dire che l’avevano trovato vuoto. Ed è un annuncio che provoca reazioni diverse. «In quell’alba di Pasqua “vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa”», ricorda papa Francesco: «Tutti i progetti e le difese dei nemici e dei persecutori di Gesù sono stati vani. L’immagine dell’angelo seduto sulla pietra del sepolcro è la manifestazione concreta, visiva, della vittoria di Dio sul male, della vittoria di Cristo sul principe di questo mondo, della luce sulle tenebre. La tomba di Gesù non è stata scoperchiata per un fenomeno fisico, ma per l’intervento del Signore». I soldati ne hanno timore, «le guardie, non riescono a fronteggiare la forza travolgente di Dio e sono sconvolte da un terremoto interiore: erano tramortite. La potenza della Risurrezione abbatte coloro che erano stati utilizzati per garantire l’apparente vittoria della morte». Quelle guardie, continua il Pontefice, si trovarono di fronte a un bivio: scegliere di dire la verità o continuare a recitare la loro parte. E per convincerli a dire che erano stati i discepoli a prendere il corpo di Gesù l’unico modo erano i soldi. «E questa povera gente ha venduto la verità. Il signore denaro», commenta il Papa. La reazione delle donne, invece, è diversa «perché esse vengono invitate espressamente dall’angelo del Signore a non temere: “Voi non abbiate paura!” e a non cercare Gesù nella tomba». Da questo episodio possiamo capire che anche noi non dobbiamo mai stancarci «di cercare il Cristo risorto, che dona la vita in abbondanza a quanti lo incontrano. Trovare Cristo significa scoprire la pace del cuore. Le stesse donne del Vangelo, dopo il turbamento iniziale, provano una grande gioia nel ritrovare vivo il Maestro (cfr vv. 8-9). In questo tempo pasquale, auguro a tutti di fare la medesima esperienza spirituale, accogliendo nel cuore, nelle case e nelle famiglie il lieto annuncio della Pasqua: “Cristo risorto più non muore, la morte non ha più potere su di Lui”».

Ed è per questa certezza che, nel periodo pasquale preghiamo con il «Regina Caeli, laetare – Regina del Cielo, rallegrati». Con questa sstessa parola, «rallegrati» l’angelo aveva salutato Maria la prima volta. «Ora», conclude Francesco, «la gioia di Maria è piena: Gesù vive, l’Amore ha vinto. Che possa essere anche la nostra gioia!».

 
 
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