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venerdì 19 agosto 2022
 
 

Responsabilità sociale: due casi non frutto del caso

12/11/2013  Le imprese guardano al terzo settore investendo risorse e coinvolgendo i dipendenti

La notizia è di quelle che strappano, naturalmente, dei sorrisi: è davvero possibile che uno dei maggiori player mondiali presenti sull'intera filiera produttiva e distributiva dell'energia come il Gruppo GDF, nato dalla fusione tra Gaz de France e Suez, si distingua nel mondo del terzo settore? Sì se è vero come è vero che Energy assistance Italia onlus, associazione senza scopo di lucro creata da volontari, dipendenti ex dipendenti appartenenti alla divisione della maxi azienda, ha realizzato il suo primo progetto di sostenibilità sociale: un sistema fotovoltaico di circa 10 kW presso l'ospedale di Nkubu in Kenya. Non male per una onlus nata solo nel 2011 sulle orme di un percorso già intrapreso con passione ed efficacia dalle divisioni Belgio e Francia: la mission comune è tesa alla realizzazione di progetti umanitari a favore di popolazioni che non hanno accesso ai servizi energetici essenziali, in ambiti legati alla sanità, all'educazione e allo sviluppo economico, il tutto in una logica sostenibile.

Il sistema installato contribuirà al miglioramento delle condizioni di assistenza sanitaria della popolazione della cittadina di Nkubu. in particolare di 400 bambini ospiti del vicino Villaggio “San Francesco”. L’iniziativa si è svolta, infatti, in collaborazione con l’Associazione italiana “Amici di San Francesco”, che opera a livello locale, offrendo ospitalità e formazione ai bambini orfani o abbandonati che vivono in strada.  

Energy Assistance Italia Onlus copre un ventaglio completo di attività nel settore dell’energia: dallo studio, alla progettazione e installazione di sistemi energetici fino alla fornitura dei relativi materiali, impegnandosi,  altresì, nella formazione e nel trasferimento delle competenze ai beneficiari locali, al fine di creare attività durevoli nel tempo. L'associazione, che porta avanti i suoi progetti grazie alle competenze tecniche dei volontari dei Gruppo GDF Suez e al contributo, anche economico, di Cofely Italia, società di servizi energetici interna al Gruppo, è riuscita a con questo primo intervento ad assicurare continuità nella fornitura dell'energia elettrica alla sala operatoria e alle principali strumentazioni diagnostiche della struttura ospedaliera.

«Sono orgoglioso dei tre dipendenti di Cofely Italia che, come volontari di Energy assistance Italia, sono partiti in missione, nel mese di agosto, per portare a termine questo importante progetto di sostenibilità ambientale» - ha sottolineato Enrico Colombo, amministratore delegato e direttore generale di Cofely Italia. E ancora: «Si è trattato di un impegno importante che testimonia la cultura e la volontà dei nostri dipendenti e del nostro gruppo di operare sia in ambito ambientale che sociale, per garantire la realizzazione di progetti energetici anche a favore delle popolazioni più svantaggiate».

Nathalie Dompé
Nathalie Dompé

Per rimanere in Italia, in occasione del 73° anniversario di nascita, Dompé, marchio tra i più conosciuto nel settore biofarmaceutico, ha ufficialmente annunciato il proprio D-Day, una giornata in cui i collaboratori dell'azienda si dedicheranno alla solidarietà e alla condivisione. Un progetto di responsabilità sociale che unisce idealmente cinque piazze di Milano per sensibilizzare i cittadini sulla fibrosi cistica e sulle necessità terapeutiche di chi ne soffre al Polo de L'Aquila trasformato in un'arena per conoscere le sfide quotidiane di chi convive con cecità o ipovisione. L'attesa giornata all'insegna del volontariato è prevista per giovedì 14 novembre per testimoniare il ruolo che ogni singolo individuo può ricoprire nella sensibilizzazione su temi "caldi". Partner dell'iniziativa, la Fondazione per la ricerca sulla Fibrosi cistica onlus e l'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti onlus. "Il D-Day - come spiega Nathalie Dompé, responsabile Corporate sociale responsability del gruppo - è il nostro giorno per gli altri. Una giornata che vedrà i collaboratori dell'azienda in prima linea, nei panni di testimonial della solidarietà e promotori di due grandi iniziative. 

Le fa eco Matteo Marzotto, imprenditore e co-fondatore della Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica onlus: «È la più comune delle malattie genetiche gravi. Solo in Italia colpisce oltre 7mila persone con 200 nuovi casi ogni anno, e ancora non dispone di una soluzione terapeutica definitiva. Il ruolo dell'informazione su questo fronte è fondamentale per aiutarci a tener alta l'attenzione del pubblico su questa grave patologia. Il D-Day si inserisce perfettamente in questa prospettiva contribuendo con impegno, solidarietà ed entusiasmo e con la propria attiva partecipazione alla missione della nostra Fondazione».

Presso il Polo Dompé dell’Aquila, invece, i collaboratori vivranno una serie di attività volte a calarsi nella realtà di chi ogni giorno affronta le sfide della vita derivanti da cecità o ipovisione. Il “come” rispecchia l’approccio innovativo alla base del D-Day: una mini-olimpiade a cui parteciperanno 10 squadre che, al buio, metteranno alla prova i cinque sensi grazie a un percorso tattile, olfattivo, uditivo e del gusto. Al termine è prevista una gara di tiro con l’arco, che metterà a confronto le abilità di normodotati e tipici, per “centrare” l’obiettivo di sconfiggere i luoghi comuni.

«L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus ha raccolto con entusiasmo la sfida lanciata da Dompé - racconta Americo Montanaro, Presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus, Consiglio Provinciale dell’Aquila. - Il più grande ostacolo per le persone con cecità o ipovisione è rappresentato dal pregiudizio. Per tale ragione accogliamo con slancio questa iniziativa che mira a sensibilizzare divertendo attraverso lo stare insieme e il mettersi alla prova. Principi alla base dell’Associazione, che ogni giorno lotta per infrangere le barriere – reali o metaforiche – del mondo circostante».

 
 
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