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sabato 08 agosto 2020
 
Canale d'Agordo
 

Riapre il museo dedicato a Giovanni Paolo I con l'iniziativa #lucianiperme

03/07/2020  A Canale d'Agordo, nel Bellunese, paese natale del "papa dei 33 giorni", riapre il Musal (Museo Albino Luciani). E lo fa invitando i fedeli a condividere emozioni, pensieri, preghiere che ricordino il pontefice "del sorriso".

Il Museo Albino Luciani a Canale d'Agordo
Il Museo Albino Luciani a Canale d'Agordo

Riapre al pubblico il “Musal”, Museo Albino Luciani”, a Canale d'Agordo, nel Bellunese, paese natale di Giovanni Paolo I, il “Papa dei 33 giorni”. E per festeggiare la riapertura, dopo il lockdown, la Fondazione Albino Luciani invita tutti i fedeli che vogliono condividere il proprio affetto verso il “Papa del sorriso”:  si chiama #lucianiperme  l'hashtag scelto dalla Fondazione per raccogliere le testimonianze di coloro che serbano nel cuore un ricordo e un'emozione di questo indimenticato pontefice.

«Sappiamo che molti hanno un ricordo legato ad Albino Luciani – spiega Loris Serafini, direttore del museo – ogni volta che accogliamo i visitatori nelle nostre sale ci accorgiamo di quanto affetto ci sia attorno al nostro Papa e di quante emozioni abbia saputo donare. Raccogliere queste testimonianze, questi ricordi e questa emozioni è quindi l'obiettivo di #lucianiperme».

Per partecipare all'iniziativa sarà sufficiente inviare all'indirizzo info@fondazionepapaluciani.com un breve video, una fotografia o un testo in cui si racconti un ricordo o un'emozione legati ad Albino Luciani o anche una preghiera che si vuole rivolgere a lui. Non necessariamente deve essere una testimonianza legata al suo pontificato: «Luciani ha lasciato bellissimi ricordi ovunque sia andato – ricorda Loris Serafini – quindi speriamo di ricevere ricordi anche da Vittorio Veneto, in provincia di Treviso, dove è stato vescovo, e da Venezia, dove fu patriarca. Naturalmente tutti i suoi compaesani di Canale d'Agordo e i bellunesi sono invitati a partecipare con i loro ricordi».

I ricordi e le testimonianze verranno anche pubblicati sulla pagina facebook del Museo Albino Albino Luciani (https://it-it.facebook.com/AlbinoLucianiMUSAL) e sarà un modo originale per condividere le proprie emozioni legati a papa Giovanni Paolo I e sentirsi più vicini e uniti dopo il difficile che si è attraversato: «È un invito che rivolgiamo non solo a tutti coloro che in questi mesi ci sono stati vicini, durante il periodo della chiusura, ma anche a chi ancora non ci conosce e vorrebbe condividere con noi il suo ricordo o una preghiera rivolta al nostro illustre concittadino».

“Il Musal racconta  Luciani partendo dalla sua terra – spiega Serafini -  perché la sua figura si può conoscere davvero soltanto conoscendo  l’ambiente i valori che lui ha respirato. Ecco perché è stato aperto questo museo e, dall’anno scorso, vi è stata annessa la casa natale. La stessa riapertura dello spazio museale è un segno di speranza e fiducia nel domani, nello stile di Luciani”.  

La poliedricità, o meglio, i lati meno noti della personalità del prete bellunese possono essere scoperti facendo visita al museo, ospitato nella quattrocentesca sede dell’antico Ospizio della Confraternita dei Battuti, già Municipio di Canale d’Agordo. Nei tre piani in cui si articola l’esposizione permanente  sono per la prima volta raccolti in modo coerente foto, documenti, oggetti significativi, abiti prelatizi e papali che raccontano la persona Albino Luciani. Dopo un breve excursus storico sulla Canale dei primi del ‘900, in cui crebbe Albino e la narrazione  della sua vita, dall’infanzia fino all’ordinazione episcopale, si sale ai due piani superiori in cui sono ricordati nel dettaglio gli anni dalla nomina a vescovo di Vittorio Veneto, a quelli successivi del Patriarcato veneziano, fino al brevissimo pontificato e alla morte avvenuta il 28 settembre 1978.

   Altoparlanti diffondono la sua voce, dal timbro inconfondibile. Fa una certa sensazione vedere il quaderno autografo di quarta elementare, le pagelle coi voti altissimi, ma con quello in condotta non eccelso, segni di una  vivacità intellettuale, ma anche caratteriale non comuni.  Fa ancor più sensazione vedere la poverissima valigetta di legno che il ventenne Luciani usava in seminario, e che ricordano immediatamente le umili borse usate oggi da papa Francesco nei suoi viaggi”.     

Oggi le sale del museo sono nuovamente visitabili tutti i giorni dalla 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30. A pochi passi dal museo, inoltre, è possibile visitare la casa natale di Albino Luciani (tutti i giorni, 10.00-12.00 e 16.00-18.00)

(Per maggiori informazioni:Musal – Museo Albino Luciani Piazza Papa Luciani, 432020 Canale d’Agordo (BL) tel. 0437.1948001

www.musal.it;info@fondazionepapaluciani.com)

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