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lunedì 29 novembre 2021
 
 

Rifiuti: battaglia per la salute e la legalità

01/10/2013  Da anni si sa che mafia e camorra lucrano sul traffico di rifiuti. Ma la battaglia per la salute e per la legalità è di tutti i cittadini.

Un'ispezione nell'agro campano (Ansa).
Un'ispezione nell'agro campano (Ansa).

Sono rimaste le madri a protestare. Per il resto le notizie scivolano via in un misto di sfiducia e rassegnazione. Eppure è la nostra casa che brucia. Ad Alvignano, presso Napoli, i Carabinieri hanno scoperto una discarica abusiva a 400 metri da una scuola primaria, trovandovi, tra altri rifiuti, amianto. Qualche settimana fa era arrivata la conferma del grave inquinamento di vaste zone dell'agro campano, irricuperabili per decenni e forse per secoli, e solo a costi altissimi.

Si sa da anni che sono state svolte da mafia e camorra operazioni di trasporto e occultamento di residui tossici provenienti da risanamenti di industrie chimiche come l'Acna di Cengio, presso Savona. Dunque l'abuso non è solo locale ma si collega a traffici organizzati. L'illegalità consuma il territorio, quindi l'Italia in alcune delle parti più belle.

Ed ecco che all'improvviso ci appare - o dovrebbe apparirci - urgente il bisogno di tornare ai valori della Costituzione, che sono tutt'uno con la realtà quotidiana, verrebbe da dire con la nostra carne. Non norme astratte, ma garanzia di beni fondamentali delle persone. Già a Taranto si è posta la questione dell'alternativa tra diritto alla salute e al lavoro: inaccettabile e rovinosa, ma balenata in seguito a trascuratezze che hanno richiesto soluzioni di drammatica emergenza.

Ora non vorremmo che quei ragazzi della scuola e le loro famiglie fossero costretti a un altro inammissibile dilemma: istruzione o salute? Articolo 4 della Costituzione: la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro. Articolo 32: la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività. Articolo 34: la scuola è aperta a tutti. E, come a sancire il rapporto indissolubile tra passato e presente, natura e umanità, l'art.9 ricorda che la Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico.

Eppure, con una simile premessa e garanzia per la vita sociale, stiamo scivolando all'indietro. Il fatto è che la Repubbica siamo noi, nello stesso tempo protetti da quel testo fondamentale e garanti della sua continua vitalità. Noi cittadini elettori con i nostri rappresentanti; noi nella quotidianità della condotta, nell'impegno contro l'illegalità e nella pratica della legalità in ogni occasione delle relazioni civili e sociali. Qui sta la chiave del futuro, della sua dignità o della sua oscurità.

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