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martedì 25 gennaio 2022
 
MAMMA CORAGGIO
 

Ha il Parkinson, sospende le cure per dare alla luce il figlio

01/02/2017  Piccolo miracolo a Brindisi: una madre malata fa nascere il suo piccolo interrompendo le terapie per non danneggiarlo. Una storia a lieto fine...

La mamma piange e ringrazia tutti, medici, ostetrici, anestesisti e pediatri. Il suo piccolo Marco è appena nato dopo mesi di paure e speranze. Affetta dal morbo di Parkinson, Sonia Scivales, 30 anni, con suo marito Gianluca D’Alessio, porta a casa questo figlio tenacemente voluto. «Lo hanno cercato con tutte le loro forze», spiega il ginecologo Giancarlo Locorotondo «e hanno deciso di interrompere le cure per la malattia pur di non danneggiare il bambino in alcun modo».

«Un caso raro», sottolinea il dottor Locorotondo che, con la sua equipe medica, ha guidato l’impresa. «C’erano stati soltanto altri sei casi in Italia prima di questo, anche perché il Parkinson difficilmente si manifesta a quest’età». Nato nel reparto di ostetricia e ginecologia della casa di cura “Salus”, a Brindisi, il bimbo è sano e vivace. «La madre ha voluto affrontare il parto naturale per non perdersi neanche un momento di questo evento. In Italia è la quarta volta, Neglia ltri tre casi si era fatto ricorso al parto cesareo. Adesso ha ripreso le cure e i sintomi della malattia cominceranno a regredire. Questo naturalmente comporterà il fatto di non poterlo allattare. Ma il più è fatto».

Di fronte a una «patologia importante come questa», aggiunge il medico, «è stato indispensabile il nostro apporto, ma tanto merito va ascritto anche alla coppia. Sospendendo le cure, infatti, la madre si è trovata ad affrontare una gravidanza difficile per i tremori e per tutte le altre complicanze del Parkinson». Ma «determinante», secondo il medico, «è stato il coraggio di questa donna, che non è mai venuto meno, e l’appoggio di suo marito. Un uomo che è riuscito a sdrammatizzare con ironia anche nei momenti più duri». E, adesso che sono tornati a casa, l’augurio, da parte di tutta l’equipe è che «la scienza continui a fare i passi da gigante che sta facendo nella ricerca su questa malattia. Per il momento i sintomi possono essere tenuti a bada, ma si sa che è una malattia progressiva. Speriamo che la scienza arrivi in tempo per assicurare a tutti e tre una lunga vita felice».

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