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lunedì 15 agosto 2022
 
 

Rohrwacher, il mio piccolo viaggio nell'anima

26/05/2014  La regista presenta Le meraviglie, il suo film premiato a Cannes. Ecco un ampio estratto dell'intervista pubblicata sul numero di Famiglia Cristiana in edicola.

Alba Rohrwacher in una scena di Le meraviglie, il film premiato a Cannes e diretto dalla sorella Alice
Alba Rohrwacher in una scena di Le meraviglie, il film premiato a Cannes e diretto dalla sorella Alice

In una selezione ufficiale punteggiata da storie impregnate di atmosfere di guerra, Le meraviglie, il film di Alice Rohrwacher che ha vinto il Gran Prix a Cannes, ha stupito per la sua aria agreste, quasi naïve. Per il distacco di chi vuol dire qualcosa sulla realtà ricorrendo a una fiaba.  Lei lo presenta così: «Le meraviglie sono le piccole grandi cose della vita, quelle di cui ci accorgiamo quando non le abbiamo più».

Suo padre, di origini tedesche, ha fatto l’apicoltore e avete girato a pochi chilometri dai luoghi in cui lei e sua sorella Alba siete cresciute. Eppure, dice che non è un film biografico...
«Sono autobiografiche le sensazioni, le emozioni. Ma i nostri genitori sono diversi. È un film che mi somiglia perché fatto a mano, come l’opera di un artigiano. Ma che noia se mi fossi limitata a narrare la mia storia. Invece, ho voluto raccontare una realtà, la campagna, che oggi è considerata morta: perché avvelenata dai pesticidi e dagli interessi delle multinazionali o perché destinata a essere ridotta a quel museo plastificato chiamato agriturismo».

Si spieghi meglio..
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 «È come quando devi partire per un viaggio e metti nello zaino ciò che ti è familiare e ti serve per stare bene. Io ho messo nel film le cose che conosco. Però è in un viaggio che voglio accompagnare lo spettatore, mica voglio fargli vedere l’armadio delle mie cose».

Nel viaggio manca qualsiasi riferimento religioso. Perché?
 «La visione religiosa dell’esistenza traspare dall’amore per la natura. Credo in una dimensione superiore. Ma non posso dire di credere in Dio, perché questa parola sublime oggi è troppo legata alle Chiese e agli uomini che le abitano. Anche se papa Francesco dà speranza».

Tra ciò che la fa sentir bene c’è anche sua sorella Alba. Eppure, tre anni fa diceva che non l’avrebbe diretta: troppo complicato...
«In realtà lo desideravo. E alla fine è stata una cosa naturale. È d’aiuto avere sul set qualcuno che condivide il tuo immaginario».

 
 
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