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lunedì 13 luglio 2020
 
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Parla il prefetto Gabrielli: «Così proteggeremo il Giubileo»

12/11/2015  A meno di un mese dall'inizio dell'Anno Santo e dall’arrivo dei primi pellegrini (se ne prevedono 20 milioni in tutto), il Prefetto di Roma fa il punto su sicurezza, mobilità, trasporti, sanità. E dice: «La Capitale può ripartire»

Franco Gabrielli, 55 anni, tre figli, già ai vertici della Protezione civile, dal 2 aprile 2015 è prefetto di Roma.
Franco Gabrielli, 55 anni, tre figli, già ai vertici della Protezione civile, dal 2 aprile 2015 è prefetto di Roma.

Manca meno di un mese. Preoccupato? «Sì, il giusto. Ma non particolarmente allarmato. Viviamo in un’epoca segnata dalla minaccia globale. I servizi, però, fin qui non hanno segnalato nessun rischio specifico. Lo so che neppure i francesi e i danesi hanno avuto avvisaglie di quel che poi è successo lo scorso gennaio, a Parigi, e a febbraio, a Copenaghen. Il rischio zero non esiste. Le assicuro, però, che l’Italia sta facendo il massimo circa intelligence e prevenzione».

Non sveste l’abito mentale del poliziotto e mantiene i nervi saldi di chi è stato ai vertici della Protezione civile anche quando ragiona di Anno Santo. Franco Gabrielli ha 55 anni, tre figli, una passione («la campagna, la Val d’Orcia, il mio rifugio») e un curriculum di tutto rispetto: è stato capo della Digos a Imperia, a Firenze e nella capitale; ha diretto gli 007 del Sisde prima e dell’Aisi poi; è stato prefetto dell’Aquila («Vede quel caschetto là sulla mensola? Lo portavo sui cantieri») e dal 2 aprile 2015 lo è di Roma.

Parla con Famiglia Cristiana nel suo ufficio su cui veglia la targa identificativa della Costa Concordia. Gabrielli alza gli occhi alla parete e scioglie le briglie ai ricordi. «Proprio nelle ore più tragiche di quell’emergenza ho avuto modo di lavorare gomito a gomito con il prefetto Francesco Paolo Tronca, all’epoca capo del Dipartimento nazionale dei Vigili del fuoco, il cui impegno fu fondamentale per il salvataggio dei passeggeri, il recupero delle vittime, la messa in sicurezza della nave. È stato un compagno di strada in tante sfide, leale e affidabile. Lavoreremo bene insieme».

Il prefetto Tronca è diventato il commissario per la capitale. Che dire dell’epoca Marino?

«Non faccio bilanci di altri. Non mi compete».

Il Governo ha annunciato di voler mettere i soldi: 200 milioni per il 2015, altrettanti se non di più nel 2016...

«Qualora dovessero arrivare, le priorità sono note e ben definite: trasporti e viabilità, ambiente, politiche sociali».

Una boccata d’ossigeno per lei che è anche commissario per l’Anno Santo.

«Che io sia commissario straordinario per il Giubileo è una leggenda. Il 4 settembre scorso, il Governo ha deciso per decreto che, in vista dell’Anno Santo, io debba coordinare il lavoro altrui: quello del Comune, quello della città metropolitana, quello della Regione più, ovviamente, quello della Prefettura. Non ho super poteri. Semmai ho soltanto super rogne. Così come non ho un tesoretto cui attingere. Il decreto mi ha assegnato 8 mila euro quest’anno e 92 mila euro l’anno prossimo per pagare gli straordinari al mio staff».

A mani nude incontro ai pellegrini?

«Da mesi opera una cabina di regia in cui persone di grande professionalità lavorano senza guardare l’orologio. Abbiamo pianificato interventi che spaziano, giusto per limitarci a tre esempi tra i tanti possibili, dal potenziamento di 12 Pronto soccorso alla preparazione del Media Center alle transenne che serviranno a incanalare i fedeli; si va insomma dai massimi sistemi ai dettagli».

Secondo alcuni istituti di ricerca si conteranno 33 milioni di pellegrini...

«Saranno meno. Ci siamo preparati a far fronte all’arrivo di 20 milioni di persone, tra turisti e pellegrini, anche se realisticamente credo che il flusso giornaliero sarà di 30 mila unità, il che significa, in un anno, meno di 11 milioni di uomini, donne e bambini».

I trasporti reggeranno?

«Stiamo incrementando le corse dei treni in superficie: uno ogni sette minuti. Stiamo anche attrezzando parcheggi in periferia per 782 pullman in modo da non congestionare il centro. L’arrivo di nuovi mezzi pubblici e la ridefinizione di certi percorsi dovrebbe anche aumentare la velocità media che oggi è di 12 chilometri l’ora».

Deprimente.

«Bisogna tener conto dei limiti strutturali. La conformazione della città, innanzitutto. Poi il fatto che Roma conta 2,8 milioni di abitanti e che ogni giorno accoglie 1 milione di  pendolari. E ancora: l’esiguità di corsie preferenziali».

Blinderà la città?

«No. D’intesa con gli organi competenti, in primo luogo con il questore, farò in modo che la sicurezza oltre che reale sia anche percepita. Dunque: più divise per le strade. Avremo a disposizione rinforzi: mille militari e mille tra carabinieri, poliziotti e finanzieri».

È vero che cambierete il numero dell’emergenza?

«Sì, dal 30 novembre avremo il numero unico che ci sollecita l’Europa e che la Lombardia ha già. Il 112 sostituirà tutti gli altri, 118 compreso».

Confessi: l’Anno Santo è una grana in più.

«Al contrario: è un’opportunità per far mettere l’abito buono a una città splendida. E unica al mondo. È il primo grande evento in tempo di pauperismo spinto, gestito senza legge speciale: procediamo con la fatica, ma anche con la bellezza che comporta il voler essere un Paese normale. Benedetto Giubileo».

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