È morto un altro ragazzo all’uscita di una discoteca del Sud, colto da malore e dopo aver bevuto da una bottiglietta che i soliti noti disgraziati stavano facendo girare… E, subito, sono partite le solite nauseanti sentenze, interviste, polemiche. Sono tanto stufo di leggere queste regolari stupidaggini. È ora che capiamo perché muoiono i più ingenui, i ragazzi normali. Questa società balorda la deve finire di accusare qualcuno. Ci siamo tutti dentro queste tragedie.
Certe cafonerie, con soluzioni banali, dottrinali, stantie, cattedratiche, fanno pena. Come fa pena e rabbia la dichiarazione illuminata e di rara saggezza scritta dal sindaco di Gallipoli: “Se le famiglie esercitassero un po’ più di controllo sui figli non morirebbe un diciottenne la settimana in disco. Se non sai educare non procreare”. Più cafoni di così non si può essere, soprattutto se trattasi del responsabile della città.
Tra l’altro questi ultimi morti sono ragazzi tra i più normali, figli di famiglie più che normali. I marpioni, i più furbi, i frequentatori abituali delle discoteche non cadono in trappole così scontate. E sono questi che vanno individuati, puniti, perché vivono di traffico e di malavita. Questo mondo vigliacco non lo si smonta chiudendo o appostando cani, poliziotti e animatori vari. I ragazzi si devono divertire, come devono studiare e come devono comportarsi educatamente e secondo le regole di vita di tutti.
Urge non solo chiudere, ma aprire e trovare soluzioni diverse, più sane e più positive. Non è vero che tutti i ragazzi vanno in discoteca per sballare e per trovare amicizie. Evidenziare enormemente la parte malata della società, sottovalutando la parte migliore, non fa bene a nessuno. L’informazione e le cronache siano più equilibrate e obiettive. Il 70% dei nostri figli è sano, pronto a divertirsi in modo diverso. Ma se di notte sono aperte solo le discoteche prima o dopo qualcuno ci casca.
Sarebbe ora che la smettessimo di chiacchierare e tutti, sindaci e preti compresi, aprissero realtà belle, notturne, divertenti nelle quali l’amicizia, le relazioni, le azioni, la musica, la regia vengano pilotate da agenzie prudenti, non legate al grande guadagno e animate da dj e da animatori ben preparati e testimoni primi di un divertimento diverso. Dove sta scritto che al sabato sera tutti i nostri figli viaggiano con le tasche piene “di roba”?
(foto Ansa)