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martedì 18 gennaio 2022
 
 

Salgado, atto d'amore per la terra

14/05/2013  La straordinaria mostra "Genesi" del fotografo brasiliano è frutto di un progetto decennale che, dando voce alla bellezza della terra, invita l'uomo a salvaguardarla.

Ha lavorato dieci anni Sebastião Salgado per dare corpo e anima a quello che dobbiamo considererare a tutti gli effetti una dichiarazione d'amore per la terra. Dopo alcune anticipazioni, che hanno svelato in maniera parziale il progetto del grande fotografo brasiliano, ora è visibile nella sua interezza agli appassionati di tutto il mondo. In Italia la mostra Genesi è allestita dal 15 maggio al 15 settembre al Museo dell'Ara Pacis a Roma.

Dobbiamo essere grati a Sebastião Salgado di aver voluto dedicare il suo talento visionario alla casa degli uomini, perseguendo un duplice intento: cantare la stupefacente bellezza del pianeta e, insieme, denunciare il pericolo che l'uomo, con un uso dissennato della sua forza, possa incrinare un equilibrio tanto delicato quanto essenziale alla sopravvivenza della vita stessa.

La scelta dell'artista è stata quella di andare a scovare, in giro per il mondo, angoli incontaminati, che potessero descrivere l'incanto della terra. Così ha viaggiato e fermato il suo sguardo sulle foreste tropicali dell’Amazzonia, del Congo, dell’Indonesia e della Nuova Guinea; sui ghiacciai dell’Antartide; sulla taiga dell’Alaska e i deserti dell’America e dell’Africa, fino ad arrivare alle montagne dell’America, del Cile e della Siberia...

Duecento eccezionali immagini, in un bianco e nero lirico di grande potenza, testimoniano la perfezione, la purezza, l'innocenza della natura e l'armonia con luomo, in un autentico atto d'amore. Dal quale non sono scindibili la denuncia e l'allarme: l'uomo deve imparare ad assumere comportamenti e stili di vita che sappiano mantenere un equilibrio felice e virtuoso con la natura. Urgono dunque radicali cambiamenti, se vogliamo che questa magnifica fotografia non venga ridotta in brandelli.

La mostra si articola in cinque sezioni, che ricalcano le zone in cui Salgado ha realizzato le fotografie: "Il pianeta Sud", "I santuari della natura", "L'Africa", "Il grande Nord", "L'amazzonia" e il "Pantanàl". Paesaggi, animali, popolazioni indigene compongono una trama con un solo, unico grande protagonista: la natura come casa dell'uomo e dei viventi, da amare e tutelare.

«Personalmente vedo questo progetto come un percorso potenziale verso la riscoperta del ruolo dell’uomo in natura», ha detto il grande fotografo. «L’ho chiamato Genesi perché, per quanto possibile, desidero tornare alle origini del pianeta: all’aria, all’acqua e al fuoco da cui è scaturita la vita; alle specie animali che hanno resistito all’addomesticamento; alle remote tribù dagli stili di vita cosiddetti primitivi e ancora incontaminati; agli esempi esistenti di forme primigenie di insediamenti e organizzazione umane. Nonostante tutti i danni già causati all’ambiente, in queste zone si può ancora trovare un mondo di purezza, perfino d’innocenza. Con il mio lavoro intendo testimoniare com’era la natura senza uomini e donne, e come l’umanità e la natura per lungo tempo siano coesistite in quello che oggi definiamo equilibrio ambientale».

Al progetto artistico corrisponde un impegno concreto di Salgado e della moglie Lélia, che hanno creato nello stato di Minas Gerais, in Brasile, l’Instituto Terra, dove è stata riconvertita alla foresta equatoriale - che era a rischio di sparizione - una vasta area, in cui sono stati piantati decine di migliaia di nuovi alberi e in cui la vita della natura è tornata a fluire. L’Instituto Terra è una delle più efficaci realizzazioni pratiche al mondo di rinnovamento del territorio naturale ed è diventata un centro molto importante per la vita culturale della città di Aimorès.

Dove & Quando

Genesi. Fotografie di Sebastião Salgado, Museo dell'Ara Pacis, Roma, dal 15 maggio al 15 settembre.Catalogo Taschen.
Info: www.arapacis.it

 
 
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