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Salvò molti ebrei dall'Olocausto

03/06/2013 

Il dossier è pronto e da due anni è all’esame degli storici dello Yad Vashem, il museo dell’Olocausto di Gerusalemme. Forse Giovanni XXIII potrà essere proclamato “Giusto delle nazioni” entro poco tempo. Sarebbe il primo Papa.
Il dossier è stato preparato dalla Fondazione Raoul Wallenberg, fondata da Baruch Tannembaum, che tra i suoi membri annovera anche Jorge Bergoglio, papa Francesco, curatore e conservatore del Murales commemorativo delle vittime dell’Olocausto, ospitato nella cattedrale cattolica di Buenos Aires.
Due anni fa la Fondazione ha presentato agli storici dello Yad Vashem i documenti e le prove del salvataggio di molti ebrei da parte di Roncalli quando era delegato apostolico del Vaticano ad Istanbul.
Nel dossier ci sono le prove che i “certificati di immigrazione” in Palestina erano stati portati ad Istanbul tramite il corriere diplomatico vaticano. Questo certificati hanno permesso a molti ebrei di emigrare e non essere catturati dai nazisti per essere avviati nei campi di concentramento in Germania. Roncalli intervenne personalmente a favore degli ebrei slovacchi e bulgari. Baruch Tanembaum, in un articolo sulla Jerusalem Post nell’aprile scorso, nel quale sollecitava la nomina di Papa Giovanni a Giusto delle nazioni, spiegò che se avesse fatto questo, come ha fatto, “in ebraico si direbbe dayenu, cioè sarebbe bastato”.

 

La Fondazione ha premiato quest’anno con una medaglia il segretario personale di papa Roncalli, monsignor Loris Capovilla, in segno di riconoscimento per le azioni svolte da Roncalli quando era in Turchia. In Israele la memoria di Giovanni XXIII è stata al centro di un seminario di studio qualche settimana fa, organizzato insieme alla Fondazione Adenauer.
In quella occasione Capovilla ha inviato un a lettera al Fondatore della Fondazione Wallenberg nella quale ricorda l’opera di Roncalli “negli anni cruciali delle persecuzioni naziste, nella sua funzione di delegato pontificio in Turchia, tra il 1935 e il 1944”: “Si prodigò con impegno per l’assistenza e lo smistamento degli ebrei verso terre ospitali”. Capovilla in particolare ricorda un episodio per il quale il Gran rabbino di Gerusalemme si recò a Istanbul a rendere omaggio al Delegato apostolico: “L’aver salvato l’equipaggio di una nave, con a bordo molti bambini e adulti, che venne dirottata verso un porto di sicura salvezza, grazie all’interventi diretto del delegato apostolico, evitando così morte quasi certa in uno dei campi di sterminio dei nazisti”.

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