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San Francesco nelle parole dei Papi

03/10/2013  Il gesto più significativo resta quello di Pio XII che il 18 giugno 1939, firma un Breve con il quale proclama Francesco d’Assisi e Caterina da Siena patroni d’Italia. E prima, e dopo....

La devozione dei Papi per san Francesco d’Assisi affonda le radici fin nei tempi in cui il santo visse e fu protagonista di una delle più radicali esperienze di riforma della Chiesa. Ma nell’ultimo secolo si è avuto un significativo “ritorno” dei Papi ad Assisi. E non solo per via dei numerosi pellegrinaggi compiuti  nella città umbra dal 1962 ad oggi.    Il gesto più significativo resta quello di Pio XII che il 18 giugno 1939, firma un Breve con il quale proclama Francesco d’Assisi e Caterina da Siena patroni d’Italia.    Così papa Pacelli sintetizza l’impegno del fondatore dell’ordine dei frati minori: “San Francesco poverello e umile, vera immagine di Gesù Cristo, diede insuperabili esempi di vita evangelica ai cittadini di quella sua tanto turbolenta età, e ad essi anzi, con la costituzione del suo triplice ordine aprì nuove vie e diede maggiori agevolezze, per la correzione dei pubblici e privati costumi e per un più retto senso dei principi della vita cattolica”.   

Papa Innocenzo III (1161-1216) sogna che Francesco sorregge la Basilica del Laterano (il Vaticano dell'epoca, cuore della Chiesa cattolica universale) salvandola dalla rovina. L'affresco si trova nella Basilica superiore di Assisi, è attribuito a Giotto ed è databile tra il 1295 e il 1299.
Papa Innocenzo III (1161-1216) sogna che Francesco sorregge la Basilica del Laterano (il Vaticano dell'epoca, cuore della Chiesa cattolica universale) salvandola dalla rovina. L'affresco si trova nella Basilica superiore di Assisi, è attribuito a Giotto ed è databile tra il 1295 e il 1299.

A Pio XII sembra fare eco Giovanni XXIII, pellegrino ad Assisi il  4 ottobre 1962: “San Francesco ha compendiato in una sola parola il ben vivere, insegnandoci come dobbiamo valutare gli avvenimenti, come metterci in comunicazione con Dio e con i nostri simili. Questa parola dà il nome a questo colle che incorona il sepolcro glorioso del Poverello: Paradiso, Paradiso!”.  Il 5 novembre 1978 Giovanni Paolo II, eletto Papa il 18 ottobre, raggiunge Assisi. E lo fa dando a questo pellegrinaggio il valore  di una “nascita”, parole che lui stesso spiega così: “Eccomi ad Assisi in questo giorno che ho voluto dedicare in modo particolare ai santi patroni di questa terra: l’Italia; terra alla quale Dio mi ha chiamato perché possa servire come successore di San Pietro. Dato che non sono nato su questo suolo, sento più che mai il bisogno di una “nascita” spirituale in esso”.   Papa Wojtyla dedica quindi al santo una preghiera che ha la suggestione di una poesia: “Aiutaci, San Francesco d’Assisi, ad avvicinare alla Chiesa e al mondo di oggi il Cristo. Tu, che hai portato nel tuo cuore le vicissitudini dei tuoi contemporanei, aiutaci, col cuore vicino al cuore del Redentore, ad abbracciare le vicende degli uomini della nostra epoca”.   

Infine, un intenso ritratto spirituale di san Francesco è quello che Benedetto XVI gli dedica all’Angelus durante la visita pastorale ad Assisi il 17 giugno 2007: “Francesco d’Assisi è un grande educatore della nostra fede e della nostra lode. Innamorandosi di Gesù Cristo egli incontrò il volto di Dio-Amore, ne divenne appassionato cantore, come vero "giullare di Dio". Alla luce delle Beatitudini evangeliche si comprende la mitezza con cui egli seppe vivere i rapporti con gli altri, presentandosi a tutti in umiltà e facendosi testimone e operatore di pace”.         

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