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lunedì 08 agosto 2022
 
Lina Sastri a San Miniato
 

Lina Sastri: il dolore di Maria è il dolore di tutte le madri

01/07/2015  L'attrice sarà la madre di Gesù in "Passio Hominis" di Antonio Calenda, uno degli spettacoli della Festa del teatro di San Miniato.

Tra gli spettacoli della nuova edizione di “La Festa del Teatro di San Miniato”, che ruota intorno al tema della passione, viene proposta una nuova edizione di Passio Hominis (in piazza Duomo dal 16 al 22 luglio), una sacra rappresentazione di origine medievale, con la regia di Antonio Calenda e la partecipazione di Lina Sastri nel ruolo di Maria, la madre di Gesù, rappresentata con la semplicità e la praticità di una contadina, intenta a cucire con la sua vecchia macchina Singer. Lo spettacolo sarà rappresentato anche il 9 novembre alla Conferenza Ecclesiale Nazionale di Firenze.

Lina Sastri, che si divide sempre tra teatro, musica e cinema e, infatti ora, oltre alla prove di Passio Hominis, si accinge a girare il nuovo film di Pupi Avati, Le nozze di Laura, racconta: «Spesso mi è stato chiesto di interpretare la Madonna, e ora sono diretta da Antonio Calenda nel ruolo che è stato prima di Elsa Merlini, Piera degli Esposti, Pupella Maggio, e interpreto una madre che assiste impotente alla morte del figlio, concentrando dentro di sé, il grande messaggio d’amore del perdono cristiano. Lo spettacolo, che ripercorre le ultime ore della vita di Cristo, è ambientato nel dopoguerra in una Italia contadina, e simboleggia che i temi del dolore di una madre privata del proprio figlio, la sofferenza, il perdono, il sacrificio di sé, sono universali.»

Prosegue Lina Sastri: «frequentemente ho interpretato il ruolo di madre, pur non essendolo nella vita, sono stata Filumena Marturano di De Filppo, o la madre cattiva in La casa di Bernarda Alba di Garcìa Lorca, e poi spesso sono stata Maria, per esempio in La Buona novella, tratto da De Andrè o nel film per la Rai su San Pietro con Omar Sharif; ho cantato la Madonna del Carmine di Roberto De Simone, ho animato il presepe napoletano per Bruno Garofalo, poi ho letto anche i testi della via Crucis di papa Francesco; per me, che sono credente sono state esperienze importanti. I personaggi diventano un percorso di vita, altrimenti saremmo dei robot, l’amore di una madre è un amore che non chiede ritorno ed è così molto simile all’amore che ci insegna la carità cristiana, pertanto lo conosco bene, anche non avendo figli. Nel mio libro La casa di Ninetta, dedicato a mia madre, e nel mio successivo spettacolo, con la regia di Emanuela Giordano, ho convogliato tutto il sentimento di amore per mia madre che mi diceva che se avessi scelto di lavorare nello spettacolo, avrei fatto una vita di solitudine e infatti è stato così.» 

Il regista Antonio Calenda spiega l’origine di Passio Hominis: «la monaca Jacopa Florio raccolse numerosi documenti orali, le sacre rappresentazioni itineranti dentro le chiese nel Medioevo e dedicate alla passione di Gesù, trascrivendoli. Quando portai in scena il testo per la prima volta, era appena morto Aldo Moro, quindi collegai la passione e morte di Cristo ai fatti contemporanei e, in particolare, mi ricordo una messa in scena a Milano, nella chiesa di Santo Stefano in cui Carlo Maria Martini si commosse molto. Oggi, con Lina Sastri, sto proponendo un omaggio al neorealismo, utilizzando una terminologia più attuale, con un anelito di speranza, infatti lo spettacolo si chiude con il vagito di un bambino. Inoltre appare il sortilegio del teatro: la monaca del cinquecento aveva utilizzato testi tratti da una tradizione orale, quindi pensati per essere recitati e resi vivi e ha realizzato un miracolo teatrale: ha trascritto la parola detta che se la leggi è letteraria, arcaica, ma se la reciti diventa parola viva ed azione efficace.»

Tra gli altri spettacoli della Festa del Teatro di San Miniato,
il 29 giugno si inizia con Passione, con Laura Curino sulla sua passione per il teatro, con la regia di Roberto Tarasco, Un castello nel cuore. Teresa D’Avila di Michele Di Martino, con Pamela Villoresi (1 luglio), Quei filini blu (3 luglio) di e con Silvia Nati e Roberta Fornier, per riflettere sui giorni drammatici dell’Argentina della dittatura, Un cristiano. Don Giovanni Fornasini a Monte Sole, di e con Alessandro Berti (7 luglio), sull’ultimo anno di vita di don Giovanni ucciso a Marzabotto, Ogni volta che guardi il mare con Federica Carruba Toscano e la regia di Paolo Triestino (10 luglio), sulla figura di Lea Garofalo, testimone di giustizia uccisa nel 2009, la cui vita è ripercorsa dalla figlia, Come gli scambi del treno. La vita di Madeleine Delbrêl, un’opera di e con Elisabetta Salvatori, che racconta la vita della francese Delbrêl, mistica, poetessa e assistente sociale (13 luglio).


DOVE & QUANDO
LXIX FESTA DEL TEATRO, dal 29 giugno al 22 luglio 2015 a San Miniato. Info: Fondazione Istituto Dramma Popolare Piazza della Repubblica, 13 56028 San Miniato PI Tel. 0571400955-418289, info@drammapopolare.it; programma completo su: www.drammapopolare.it

 
 
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