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martedì 16 aprile 2024
 
 

San Pietro, tre docce per i senzatetto

13/11/2014  I lavori cominciano lunedì 17 novembre. Vengono ristrutturati i servizi sotto il colonnato di piazza San Pietro. Altre docce in diverse parrocchie romane. L'iniziativa dell'elemosiniere del Papa, il polacco monsignor Konrad Krajewski.

Un senza fissa dimora in piazza San Pietro. Le foto di questo servizio sono dell'agenzia Ansa.
Un senza fissa dimora in piazza San Pietro. Le foto di questo servizio sono dell'agenzia Ansa.

I lavori iniziano lunedì 17 novembre. Obiettivo: costruire  tre docce per i senza tetto sotto il colonnato di San Pietro, in Vaticano. L’iniziativa l'ha presa  monsignor  Konrad Krajewski, l’elemosiniere di papa Francesco, e ha avuto subito la benedizione del Pontefice. L’idea del sacerdote polacco è stata già realizzata in dieci parrocchie romane, a cominciare - specifica Radio Vaticana - da Via Gregorio VII, Piazzale Clodio e l’Aventino.

«Noi ridiamo dignità a queste persone che si possono lavare», ha dichiarato monsignor Konrad. «Non possono entrare nei ristoranti. Se lei gira per Roma e vuole andare in un bagno pubblico, non esiste proprio! E se ci sono, come nelle stazioni ferroviarie, tutti i bagni sono a pagamento. Certo, non è che non esistano le docce a Roma, perché c’è la Comunità di Sant’Egidio, c’è la Caritas e ci sono alcune parrocchie che le hanno. Ma io cercavo di fare queste docce nelle parrocchie dove ci sono già le mense. I nostri senza tetto vengono già lì per mangiare e allora se 2-3 o 5 al giorno si possono anche lavare, se noi abbiamo 10 parrocchie, significa che in un giorno sono 50, in 10 giorni sono 500!».

«Questo»,  sottolinea ancora monsignor Konrad, «è un servizio normale che dovrebbe partire dal Comune, non da noi. Ma lei sa che i progetti noi li facciamo fra un anno, fra due anni, fra dieci anni… Il Vangelo però dice “oggi”: oggi dobbiamo aiutare la gente, non domani. Questo si poteva fare subito, semplicemente parlando con i parroci, trasformando i bagni che hanno in docce. E questo poi appartiene alla parrocchia e quindi nessuno può mandare un vigile urbano che dice: ‘No, non rispettate le normative della Comunità Europea e quindi chiudiamo le docce o i bagni’. Questa è accoglienza del parroco, della comunità parrocchiale e appartengono proprio alla struttura parrocchiale, non sono pubblici. Chi viene a casa mia, dipende da me: proprio per questo si poteva fare subito. Se aspettiamo i timbri dell’assessore e di tutti gli altri, passano mesi o anni! Così, invece si può fare tutto questo in qualche settimana».

«Noi»,  dice in conclusione monsignor Konrad, secondo quanto riportato da Radio Vaticana, «siamo il pronto intervento di papa Francesco e i nostri soldi devono essere distribuiti in modo evangelico. Fare queste docce per i senza tetto è una benedizione per tanti, anche per la città stessa. E’ quello che possiamo fare, nel nostro piccolo”.

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