Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
domenica 21 aprile 2024
 
 

La lezione del professor Vecchioni

20/02/2011  La vita quotidiana riscattata dall'amore. Con questo tema e tanta classe, Vecchioni ha sbancato un Festival di buon livello musicale.

Dopo cinque interminabili serate e ventidue ore abbondanti di buona musica e discutibili siparietti,  sul Festival numero 61 è calato il sipario con gli ultimi verdetti. L’hanno visto, più o meno, 70 milioni di italiani che si sono divertiti  o annoiati ma attorno alle ventidue e trenta hanno spento il televisore diminuendo di almeno un terzo il campione Auditel. Il Festival del “capitano, mio capitano” Gianni Morandi ha emesso gli ultimi verdetti a tarda notte, anzi: quando i giochi sono terminati  era già abbondantemente domenica.

     La vittoria finale se la sono giocata sul filo di lana un gruppo giovane composto dai Modà  e da Emma e due “giovanissimi” sessantasettenni che hanno toccato coraggiosamente temi sociali:  Al Bano con Amanda è libera ispirata a un fatto di cronaca  e Roberto Vecchioni con Chiamami amore e gli argomenti che fanno parte del nostro quotidiano e che solo l’amore, sia pure con qualche difficoltà può aiutare a risolvere.  Alla fine ce l’ha fatta il professor Vecchioni che ha preceduto i Modà e Al Bano.  “Questo Festival ha unito l’Italia, sera dopo sera",  ha detto Vecchioni subito dopo la consegna del trofeo e ha aggiunto: "Anche la mia canzone è dedicata all’Italia di oggi, magari acciaccata ma che è il Paese che io amo con tutto il mio cuore”.   

     Tra i giovani, quest’anno abbastanza modesti, ha trionfato Raphael Gualazzi, un ventinovenne che sa trasmettere emozioni suonando magistralmente il jazz. Già popolare negli Stati Uniti, è stato notato da Caterina Caselli che l’ha convinto ad affrontare Sanremo con la sua musica che è assai inconsueta per il Festival: La sua canzone, Follia d’amore, è certamente un pezzo di musica che sarà apprezzata da chi ha il palato fino.

     Deludenti gli incontri con Nicolas Cage Robert De Niro e Monica Bellucci mentre il lungo incontro tra Gianni Morandi e Massimo Ranieri ha toccato vette di grande classe e popolarità. Loro due sono la musica italiana degli ultimi quaranta anni.

     A proposito dello strepitoso exploit di Benigni, classe ed emotività. Roberto dovrebbe però rinfrescarsi la memoria: quando ha nominato tra gli artefici del risorgimento la Contessa Castiglione, beh, ha omesso di ricordare che fu al centro di un  grosso scandalo politico- sessuale che al giorno d’oggi… chissà cosa avrebbero fatto i media.

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo