Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
domenica 16 giugno 2024
 
anniversario
 

«Santa Gianna è un'amica che sta camminando con me»

03/10/2022  Il 4 ottobre sono cento anni dalla nascita Santa Gianna Beretta Molla. Antonella Cereda, devota della Santa ci racconta il suo rapporto speciale. Sul numero 40 di Famiglia Cristiana in edicola fino a mercoledì 5 ottobre il ricordo della sorella novantasettenne, madre Virginia

Santa per amore, santa “dell’ordinarietà” come la definì Paolo VI: Gianna Beretta Molla, magentina di origine, medico di professione, moglie e mamma per vocazione fino a sacrificare la sua vita per la nascita della quarta figlia, avrebbe compiuto cent’anni il 4 ottobre.

In occasione del centenario è stato indetto un anno Santo per valorizzare, su intuizione dell’arcivescovo Mario Delpini, i luoghi cardine della sua vita di giovane e di adulta: Magenta, in provincia di Milano, dove nacque, fu battezzata e si sposò con l’ingegnere Pietro Molla; Pontenuovo dove visse con lui e i figli; Mesero dove lavorò come pediatra. 

Ultima in vita dei tredici fratelli Beretta, ci parla di lei sul numero di Famiglia Cristiana in edicola fino a mercoledì 5 ottobre, la madre canossiana Virginia, 97 anni che, con lucidità e tenerezza, ricostruisce a quasi un secolo di distanza, i momenti più significativi vissuti con la sorella e ricorda il loro legame speciale.

Da sinistra, suor Virginia Beretta con Antonella Cereda, foto di Fabrizio Annibali
Da sinistra, suor Virginia Beretta con Antonella Cereda, foto di Fabrizio Annibali

A condurci nei luoghi della Santa, Antonella Cereda legata a madre Virginia da amicizia profonda e a Santa Gianna per motivi autobiografici. «Nel dicembre 2007 una notte all’improvviso ho perso mia figlia per una crisi cardiocircolatoria. Aveva diciannove anni. Tre mesi dopo, è scomparso anche mio marito». Antonella ha altre due figlie: «tengo con me una preghiera di Santa Gianna che leggo per trovare la forza di affrontare il dolore e aiutare le mie figlie a dare senso a quel che è successo. Per insegnare loro che la vita è bella lo stesso. È fatta di gioie e dolori. Quella preghiera mi consola».

Perché questa è la grande sfida di Antonella «come dice il Papa non farsi rubare la speranza. Solo così resti vivo. Madre Virginia? È stata il mio antidepressivo. Mi ha dato l’energia che solo le persone sante possono trasmettere». E Santa Gianna è una presenza affettuosa: «Gianna è una sorella: unamica che sta camminando con me».

Ecco perché si impegna a farla conoscere «dove mi chiamano per parlare di lei vado. In università, nelle parrocchie, ai corsi fidanzati; a maggior ragione adesso, in un momento in cui la famiglia ha sempre meno senso. Santa Gianna con la sua vita racconta la bellezza dell’unione matrimoniale, lamore, la maternità. È testimonianza per gli sposi perché anche in famiglia ci si può santificare».

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo