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Santa Lucia Basket, riparte il sogno (ma è in salita)

13/10/2016  La Santa Lucia Basket è una squadra di pallacanestro in carrozzina, la squadra più titolata di Roma. Se i giocatori non l'avessero rilevata non si sarebbe iscritta alla Serie A che sta per cominciare. Ma la strada è lunga.

Nessuno nella storia dello sport di Roma ha vinto quanto il Santa Lucia Basket: 21 scudetti, 24 finali di campionato disputate consecutivamente, 3 Champion's Cup e numerosi altri trofei tra Coppa Italia, Super Coppa e Coppa Europea.

Il Santa Lucia Basket è una squadra di pallacanestro in carrozzina, una società sportiva, partita dall’impegno del Centro Residenziale per la riabilitazione L’Oasi oggi Fondazione Santa Lucia Irccs , che affonda le radici negli albori dello sport Paralimpico quando ancora non si chiamava così. Erano i tempi di Roma 1960 data della prima Paralimpiade, quando ancora era tutto da fare, da imparare e da inventare, quando ancora la disabilità era una questione privata se non da nascondere non certo un’esperienza da condividere gareggiando nei palazzetti dello sport.

Da allora il Santa Lucia Basket ha fatto tanta strada, quanta ne basta per arrivare ai risultati di cui sopra, quanta ne serve per essere nello sport italiano una realtà importante capace di riunire fino a  4.000  spettatori a partita. Eppure questa storia gloriosa ha rischiato di non bastare: è mancato poco che per ragioni finanziarie la società, non riuscisse a iscriversi al campionato che sta per partire. Poteva chiudere, anzi doveva. Se non è accaduto è stato per la scommessa di Mohammed “Giulio” Sanna Ali e Matteo Cavagnini, giocatori della Santa Lucia e della Nazionale olimpica di Atene 2004 e Londra 2012, che si sono messi in testa di rilevare la società per mandarle avanti il sogno. Ovviamente non da soli.

Il 14 ottobre è la giornata dello sport paralimpico e il Santa Lucia ha ancora bisogno di aiuto:  «Vestire una maglia così gloriosa è più di quanto qualsiasi sportivo possa sognare». Scrive Matteo Cavagnini capitano della squadra, «Anzi, è un sogno divenuto realtà, per me e per tutti coloro che hanno avuto l'onore di indossare i colori gialloblu. Eppure questo sogno è stato a un passo dallo spezzarsi, ed ancora oggi vive una grande difficoltà: all'indomani della chiusura del Campionato 2015-2016, in cui la squadra ha conquistato il secondo posto, la proprietà ha annunciato di non poter proseguire nell'impegno di sostenere la prossima stagione sportiva, per via della nota e complessa situazione finanziaria della Fondazione. A un atto di grande generosità da parte del Presidente Amadio, noi giocatori abbiamo scelto di rispondere con un atto di coraggio: abbiamo acquisito a titolo gratuito la proprietà della Società e siamo riusciti, supportati dall'affetto della comunità che ci ha sempre sostenuto, a iscrivere la squadra al prossimo Campionato».

Ma la strada è ovviamente impervia: «Lo sforzo che stiamo facendo non ha solo un obiettivo agonistico: come detto, si tratta di continuare a lavorare per veicolare i valori che fin qui ci hanno accompagnato. Per questo stiamo mobilitando tutte le energie e i contatti dei quali disponiamo, con l'obiettivo primario di trovare uno o più sponsor per la squadra, e al contempo, per ovviare ai bisogni più immediati, di raccogliere le espressioni di solidarietà provenienti dalla comunità, specificamente attraverso l'iniziativa di crowdfunding avviata sul Portale laretedeldono.it. La sfida più grande per il Santa Lucia Basket, oggi, è proprio questa: continuare a esistere e a rappresentare l’opportunità per molte ragazze e ragazzi, come è stato fino ad oggi, di trovare in se stessi la forza di vincere, prima di tutto, la loro partita. E far parte come persone e come atleti di un grande progetto sportivo e sociale».

Perché è sempre vero che lo sport paralimpico non finisce con il risultati di una squadra importante, ma comincia con tutti i ragazzi che scelgono di cominciare seguendone le orme e con il faro gettato sulla paralimpiade, spesso a ostacoli, che per molte persone con disabilità è la vita quotidiana.

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