logo san paolo
venerdì 12 agosto 2022
 
l'approfondimento
 

Santa Sede, conti in rosso: il bilancio 2020 ha un deficit di 66,3 milioni

24/07/2021  In un'intervista rilasciata ad Andrea Tornielli e pubblicata su Vatican New, il Prefetto della Segreteria per l’Economia spiega il  bilancio consolidato nell’anno della pandemia chiuso con perdite. Ma, precisa, si è attinto all’Obolo di San Pietro in misura minore rispetto agli anni precedenti. Aumentati i contributi alle Chiese più bisognose

 Padre Juan Antonio Guerrero Alves, 62 anni.
Padre Juan Antonio Guerrero Alves, 62 anni.

Il 2020 è stato “un anno difficile” che ha richiesto ai dicasteri vaticani di ridurre le spese. Un anno “in cui si è attinto in misura minore rispetto al passato dall’Obolo di San Pietro per sostenere il servizio dei dicasteri per la missione del Papa ma si sono aiutate maggiormente le Chiese nei Paesi più colpiti dalla pandemia”. È quanto emerge dal bilancio consolidato della Santa Sede, illustrato da padre Juan Antonio Guerrero Alves, prefetto della Segreteria per l’Economia, in una intervista, a firma di Andrea Tornielli, direttore editoriale del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, e diffusa oggi dalla Sala Stampa.

Il deficit registrato nell’anno della pandemia è stato di “66,3 milioni di euro, decisamente migliore di quanto avevamo previsto nel bilancio rivisto in marzo”. Uno scenario reso possibile dal fatto che “I dicasteri hanno agito responsabilmente nella spesa. Le spese sono state ridotte. Sono apparentemente diminuite poco tra il 2019 (318 milioni) e il 2020 (314,7 milioni). Solo 3,3 milioni di euro. Ma se eliminiamo gli oneri finanziari, che quest’anno sono stati molto alti a causa della variazione dei tassi di cambio, vediamo che le spese ordinarie sono diminuite di quasi 26 milioni di euro. E sarebbero stati ancora più basse se non fosse stato per 6,7 milioni di euro di spese straordinarie legate a Covid più altri 3,5 milioni di euro incluso nelle spese ordinarie. È un bel gesto che alcuni dicasteri legati alle Chiese più bisognose di aiuto, oltre a ridurre le spese su molte altre cose hanno aumentato i contributi a queste Chiese per le necessità causate dal Covid, a volte diminuendo il loro patrimonio come nel caso del Dicastero per lo sviluppo umano integrale”.

Dalla presentazione del bilancio emerge anche che “c’è stata una minore necessità di attingere dall’Obolo di San Pietro. Il contributo dell’Obolo alla missione del Santo Padre negli ultimi anni è stato: nel 2017, 52 milioni di euro; nel 2018, 74 milioni di euro; nel 2019, 66 milioni di euro e nel 2020, 50 milioni di euro. Nel 2019 l’Obolo ha finanziato 66 milioni di euro su 207 milioni di euro (32%) delle spese dei dicasteri di missione, cioè quelli non amministrativi. Nel 2020 ha finanziato 50 milioni di euro su 207 milioni di euro (24%)”.

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo