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venerdì 27 maggio 2022
 
 

Sapore di jazz con Gino Paoli

29/04/2011  Il nuovo disco del cantautore con quattro grandi musicisti, fra classici e brani inediti

Una tromba dolcissima sussurra le note di “Smile” il brano che Charlie Chaplin scrisse nel 1936 per la colonna sonora di “Tempi Moderni”. Poi si insinua un pianoforte con arpeggi delicati, mentre il contrabbasso e la batteria accompagnano con discrezione. E infine arriva la sua voce, gracile eppure subito in grado di far scattare la scintilla dell'emozione. Insomma, una delizia. Che si ripete per tutte le altre tracce di “Un incontro in jazz”, il nuovo disco di Gino Paoli, registrato dal vivo all'Auditorium Parco della Musica di Roma. In realtà attribuirgliene la paternità è un errore: come dice il titolo, è un incontro fra un cantautore che non fa nulla per assomigliare a un cantante di jazz e alcuni fra i migliori jazzisti italiani: Flavio Boltro alla tromba, Danilo Rea al pianoforte, Rosario Bonaccorso al contrabbasso e Roberto Gatto alla batteria. A ciascuno di loro, Paoli ha chiesto di scrivere una musica su cui poi lui ha cucito il testo, mentre un altro brano “Canzone di una mano”, l'ha scritta tutta d sè.

Oltre a questi inediti, l'affiatato quintetto esegue standard di mezzo mondo, dalla francese “Que reste-t-il de nos amours” di Trenet alla brasiliana “Eu sei que vou te amar”, oltre a un paio di gemme dello sterminato repertorio paoliano, come la conclusiva “Ti lascio una canzone” che il pianoforte di Rea conduce verso territori inesplorati. È questa la bellezza del disco: il canto minimale di Paoli che scandisce testi altrettanto scarni ma mai banali si fonde con il virtuosismo dei suoi compagni d'avventura, senza che questo insolito incontro strida mai. A 74 anni suonati, il vecchio Gino continua mettersi alla prova e a divertirsi come un ragazzino.

 
 
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