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mercoledì 08 dicembre 2021
 
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Sara uccisa anche dall'indifferenza

30/05/2016  Fuggendo dal suo aguzzino la ragazza ha chiesto soccorso alle auto in transito. Ma nessuno si è fermato nè ha chiamato il 113. "Se qualcuno lo avesse fatto sarebbe ancora viva", ha spiegato il sostituto procuratore Maria Monteleone.

(In alto: Sara Di Pietrantonio e Vincenzo Paduano, assassino reo confesso della ragazza, dal suo profilo Facebook)
 
Ascoltando dagli inquirenti i particolari agghiaccianti dell’omicidio di Sara Di Pietrantonio, la studentessa 22enne bruciata viva in via Magliana dall’ex fidanzato Vincenzo Paduano, reo confesso, colpisce un’affermazione del sostituto procuratore di Roma Maria Monteleone, che ha coordinato le indagini. Mentre scappava dal suo assassino Sara ha chiesto aiuto alle auto che passavano. Almeno in un paio di casi la ragazza, sconvolta e in preda al panico, si è rivolta espressamente ai guidatori. Sembra di rivedere la scena, lei che corre trafelata con i vestiti bagnati di alcol, i fari che tagliano la notte scura della periferia romana, la sagoma dei guidatori intravista dietro il parabrezza, le grida, le urla che implorano aiuto.

Ma nessuno si è fermato, né ha chiamato il 113. "Se qualcuno si fosse fermato Sara sarebbe ancora viva", ha sottolineato il sostituto procuratore nel corso della conferenza stampa sul fermo Vincenzo Paduano. Un'accusa che pesa come un macigno sull'indifferenza di un quartiere difficile, in passato sede della malavita più feroce, che ha dato il nome alla banda che ha imperversato per Roma negli anni '70 e 80 allagando la Capitale di cocaina, alleata della mafia e della camorra. Un quartiere dove luci e ombre si susseguono, pieno di gente onesta e coscienziosa e importanti progetti di riscatto sociale, come abbiamo testimoniato tante volte. Ma la gente onesta e coscienziosa quella notte non c'era. Sara è scivolata in una morte atroce anche grazie al disinteresse di chi si trovava lì a quell'ora.  

Il resto della cronaca di questo ennesimo femminicidio è un susseguirsi di particolari orrendi: la ragazza attesa da Paduano, appostato vicino alla casa del nuovo fidanzato, l'agguato a Sara mentre sta tornando dai suoi, la lite nell'auto, l’assassino che cosparge con un bottiglia i sedili e i vestiti della vittima. Sara ha aperto la portiera e ha tentato disperata di fuggire 
a piedi per un centinaio di metri per mettersi in salvo. Il suo assassino non ha avuto pietà: l’ha raggiunta e le ha dato fuoco. “In 25 anni di lavoro non avevo mai visto un delitto cosi' atroce”, ha commentato scuro in volto il capo della Mobile di Roma Luigi Sisipo.  "Ci vuole coraggio da parte dei cittadini, da parte di chi passa e vede qualcuno in difficoltà, una telefonata al 113 è gratis: se si vedono cose strane è dovere chiamare forze ordine", ha aggiunto l'investigatore. Ma quella sera per Sara non c'erano angeli, solo i demoni del suo aguzzino e dell'indifferenza

 
 
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