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venerdì 18 giugno 2021
 
Unione europea
 

David Sassoli presidente del Parlamento: "L'Europa ritrovi le sue radici"

03/07/2019  L'europarlamentare del Pd succede ad Antonio Tajani. Le congratulazioni del Quirinale.

«Si tratta di vivere il tempo che ci è stato dato con tutte le sue difficoltà». Nel primo tweet da neo Presidente del Parlamento europeo, David Maria Sassoli cita Aldo Moro. E prosegue: «Si tratta anche di essere coraggiosi e fiduciosi. Proprio in questo senso accolgo con fiducia e con coraggio la mia elezione a Presidente del Parlamento europeo». Eletto al secondo tentativo con 345 voti (tra gli italiani hanno votato a favore soltanto gli esponenti del Pd), nel suo discorso inaugurale ha subito sottolineato che all’Europa serve recuperare lo spirito dei padri fondatori» coniugando «crescita, protezione sociale e rispetto dell’ambiente» e rilanciando «gli investimenti sostenibili». Un discorso a tutto campo in cui ha citato Jean Monnet («Niente è possibile senza gli uomini, niente dura senza le istituzioni») e ricordato che l'Europa è «la casa comune della democrazia».

Nato a Firenze nel 1956, formazione cattolica, anzi democristiana, per via del padre Mimmo, fiorentino colto e riservato del gruppo che ruotava attorno a Giorgio La Pira e Nicola Pistelli, e direttore de Il Popolo e de La discussione. Anche il figlio David Maria, sulle orme paterne, comincia a muovere i primi passi nel mondo del giornalismo collaborando a piccole testate quotidiane e poi approdando nella redazione romana de Il Giorno grazie anche, così raccontano le cronache, a uno scoop che fece fare a Guglielmo Nardocci, all’epoca parlamentarista di Famiglia cristiana sull’amnistia che si stava preparando per gli ex br. Amicissimo di Paolo Giuntella e di Giovanni Bachelet, appassionato di musica classica, storia romana e giardinaggio, sposato con Alessandra, conosciuta al liceo, due figli, Giulio e Livia, Sassoli entra in Rai nel 1992 come inviato di cronaca del Tg3. Successivamente lavora per programma di informazione su Rai Uno e Rai Due fino a entrare, nel 1999, nella redazione del Tg1 come inviato speciale. Nel 2007 ne diventa vicedirettore e, contemporaneamente, assume la responsabilità dei programmi di approfondimento TV7 e Speciale Tg1.

Nel 2009 la “svolta” politica. È tra i primi sostenitori dell’unione delle due grandi tradizioni: quella che tiene insieme Pci-Pds-Ds e quella cattolica e popolare della dc poi confluita nella Margherita. Aderisce ai dem appena Walter Veltroni annuncnia la nascita del partito e si candida alle europee del 6 e 7 giugno di quell’anno. Ottiene oltre 412.500 preferenze: primo eletto nella sua circoscrizione. Si ricandida ancora nel 2014 con il Pd di Renzi e diventa vice presidente europeo. Alle elezioni di maggio di quest’anno ha ottenuto 128.533 preferenze.

«Abbiamo bisogno che il regolamento di  Dublino venga modificato, perché gli Stati collaborino di più», ha dichiarato nel corso della prima conferenza stampa a Strasburgo. «Sui migranti» ha aggiunto, «abbiamo il dovere morale di discutere, perché sapete quanta tensione si crea per la non gestione della questione
migratoria». Per le ong, per i cittadini e non solo e non solo «la porta del Parlamento è aperta e che la apriremo ancora di più». Dialogo costante perché «il nazionalismo che diventa ideologia e idolatria produce virus che stimolano istinti di superiorità e producono conflitti distruttivi». Invece «dobbiamo avere la forza di rilanciare il nostro processo di integrazione, cambiando la nostra Unione per dare risposte vere alle preoccupazioni dei cittadini». Ancora Sassoli ha ricordato che «la difesa e la promozione dei nostri valori fondanti di libertà, dignità e solidarietà deve essere perseguita ogni giorno dentro e fuori l'Ue». In questi mesi, ha sottolineato, «in troppi hanno scommesso sul declino di questo progetto, alimentando divisioni e conflitti che pensavamo essere un triste ricordo della nostra storia. I cittadini hanno dimostrato, invece, di credere ancora in questo straordinario percorso».

Con il neopresidente, che succede all’altro italiano Antonio Tajani, si è subito congratulato il presidente della repubblica Sergio Mattarella: «L’alta responsabilità che le è stata affidata dai parlamentari dei Paesi dell’Unione rappresenta una testimonianza dell’ampia fiducia riposta nella sua persona e un riconoscimento al suo costante e proficuo impegno nelle istituzioni europee. In questo spirito, le rinnovo i più sinceri e calorosi  auguri di buon lavoro».

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