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domenica 22 maggio 2022
 
lutto
 

Addio a Thich Nhat Hanh, il monaco pacifista che influenzò Martin Luther King

22/01/2022  Aveva trascorso 39 anni in esilio per il suo impegno contro la guerra in Vietnam. A 95 anni scompare uno dei più autorevoli testimoni del buddismo

È morto all’età di 95 anni Thich Nhat Hanh, monaco buddhista vietnamita, il più popolare tra i maestri Zen e testimone del Buddha Dharma. Per decenni costretto all’esilio per il suo impegno pacifista negli anni Sessanta e Settanta, amico di Martin Luther King di cui si dice avesse influenzato il pensiero, era tornato in Vietnam tre anni fa. La notizia della morte è stata data da Plum Village, la sua organizzazione di monasteri che si è diffusa nel mondo, in particolare in Occidente. Il suo ritorno in patria era avvenuto dopo che il maestro era stato colpito da un ictus che gli aveva fatto perdere l’uso della parola e lo aveva lasciato semi paralizzato. Era così tornato ad abitare nel tempio di Tu Hieu, dove aveva intrapreso, a 16 anni, il suo percorso di studi. A parte una visita autorizzata nel 2015 dal Governo vietnamita, il monaco ha trascorso 39 anni in esilio.  In questo tempo, oltre a fondare la rete di monasteri, (il più grande in Francia, vicino  Bordeaux, conta circa 200 monaci e monache), Thich Nhat Hanh ha scritto 130 libri dedicati in gran parte al concetto di «consapevolezza». Si tratta di una condizione, che si raggiunge tramite la meditazione, e che porta non all’isolamento come si potrebbe pensare, ma a un ruolo più attivo nel mondo. Come ha ricordato l’Unione buddhista italiana, «la consapevolezza», secondo Thich Nhat Hanh, «non è una fuga dalla società, ma è un tornare a noi stessi e vedere quello che succede. Una volta che si vede, ci deve essere azione. Con la consapevolezza sappiamo cosa dobbiamo e non dobbiamo fare per aiutare».

 
 
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