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mercoledì 12 giugno 2024
 
Progetti educativi
 

Rimini, la scuola dove i voti non servono più...

05/09/2015  Si diffondono progetti di educazione scolastica che fanno a meno dei voti, basati sull'idea di gratuità, partecipazione e collaborazione. All'origine, un'idea di don Oreste Benzi portata avanti dalla Comunità Papa Giovanni XXIII.

La scuola non è e non può essere un’azienda. E su questo, almeno di principio, l’accordo è pressoché corale. Ma su questo tema l’intuizione di don Oreste Benzi, fondatore della comunità Papa Giovanni XXIII di Rimini, si è spinta molto oltre. Don Oreste voleva una pedagogia fondata sulla gratuità come valore assoluto, per generare una società più felice. Dall’intuizione del prete con la tonaca lisa, scomparso il 2 novembre del 2007, è nato il progetto per “la scuola del gratuito”, che la comunità presenta in questi giorni durante un convegno a San Marino.

Il progetto, che si concretizza in un’idea di scuola non competitiva e quindi senza voti, superando radicalmente il concetto di meritocrazia, ha l’obiettivo di liberare il sistema scolastico dai condizionamenti della “cultura del profitto”, ritenuta disastrosa per la persona e di conseguenza per la società. Una volta liberato dalla cultura del profitto, ogni bambino e ogni ragazzo sarà motivato a frequentare la scuola per crescere e sviluppare i suoi doni. La “Scuola del gratuito” promuove perciò un sapere interiorizzato e critico, la cooperazione educativa tra tutti i soggetti scolastici, la partecipazione degli studenti all’organizzazione e alla gestione della scuola.

Fondamentale il ruolo attivo della famiglia, non più cliente di un’azienda che produce istruzione, ma vero partner educativo.
Essendo la gratuità la molla motivazionale che spinge gli allievi all’impegno, i voti, strumenti privilegiati della scuola basata sul “profitto”, non servono più: ciascuno segue il proprio percorso.

Utopia? In realtà in questi anni il progetto ha attirato l'attenzione di diversi operatori e realtà scolastiche, che hanno iniziato a sperimentarlo nelle loro aule. E a quanto pare i risultati sono stati più che soddisfacenti.

 
 
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